Il processo di improvvisazione creativa in musica e in psicoterapia: una scoping review

Autori

  • Lucia Luciana Mosca Sipgi Scuola di psicoterapia gestaltico integrata

DOI:

https://doi.org/10.32069/pj.2021.1.114

Abstract

The ability to improvise is one of the elements that characterize human action. Improvisation, however, has always been subjected to a lack of interpretation: it is considered an activity without rules and references, and in this way it is contrasted with activities based on specific rules and protocols that would seem to be a guarantee of rigor and "seriousness". But improvisational practice is certainly something much more defined and profound than the simple description used in the common mental representation. Improvisation research can inform basic cognitive neuroscience because it provides an original look at how experience gained can shape the structure and functions of the brain. The elective field of this research field is represented in the musical one. The question of the ways in which musicians improvise and the knowledge of the brain regions that are activated during musical improvisations seems to be relevant not only for the discipline that studies the "psychology of music" in the strict sense, but it can shed light on mental processes involved in psychotherapeutic practice. Within it, in fact, it is possible to recognize the action of that mechanism of reorganization and adaptation of the knowledge, acquired by the professional, to the experience that is occurring in the here and now of the therapeutic situation, a mechanism that we have seen to be at the base of any improvisational action.

Keywords: Improvisation, psychotherapy, creativity, divergent thinking, neural mechanism

Abstract in italiano

La capacità di improvvisazione è uno degli elementi caratterizzanti l’agire umano. L’improvvisazione è però da sempre sottoposta ad un difetto di interpretazione: essa è considerata un’attività priva di regole e riferimenti, e in questo modo viene contrapposta alle attività basate su regole e protocolli specifici che sembrerebbero essere garanzia di rigorosità e “serietà”. Ma la pratica improvvisativa è sicuramente qualcosa di molto più definito e profondo della semplice descrizione utilizzata nella rappresentazione mentale comune. La ricerca sull'improvvisazione può informare le neuroscienze cognitive di base perché fornisce uno sguardo originale su come l'esperienza acquisita possa modellare la struttura e le funzioni del cervello. Il campo di elezione di questo ambito di ricerca si rappresenta in quello musicale. La domanda sulle modalità attraverso le quali i musicisti improvvisano e la conoscenza delle regioni cerebrali che vengono attivate nel corso delle improvvisazioni musicali sembra essere rilevante non solo per la disciplina che studia la “psicologia della musica” in senso stretto, ma essa può far luce sui processi mentali coinvolti nella pratica psicoterapeutica. All’interno di essa, infatti, è possibile ravvisare l’azione di quel meccanismo di riorganizzazione e adattamento delle conoscenze, acquisite dal professionista, all’esperienza che si sta verificando nel qui ed ora della situazione terapeutica, meccanismo che abbiamo visto essere alla base di qualsivoglia azione improvvisativa.

Parole chiave: Improvvisazione, psicoterapia, creatività, neuroscienze

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Pubblicato

13.03.2021

Come citare

Mosca, L. L. (2021). Il processo di improvvisazione creativa in musica e in psicoterapia: una scoping review. Phenomena Journal - Giornale Internazionale Di Psicopatologia, Neuroscienze E Psicoterapia, 3(1), 10–26. https://doi.org/10.32069/pj.2021.1.114

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