Phenomena Journal - Giornale Internazionale di Psicopatologia, Neuroscienze e Psicoterapia https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena <p>Phenomena Journal è un&nbsp;giornale&nbsp;semestrale che adotta il sistema double-blind peer-review (revisione in doppio cieco alla pari) ed è rivolto ad esperti nei settori della Psicopatologia, delle Neuroscienze e della Psicoterapia. Il&nbsp;giornale&nbsp;ha l’obiettivo di pubblicare articoli, revisioni, ipotesi metodologiche di studio, articoli di opinione, prodotti da da nomi del panorama nazionale ed internazionale dei settori di interesse della rivista.&nbsp; In aggiunta il&nbsp;giornale&nbsp;ambisce a diffondere la cultura scientifica nei settori non esclusivamente accademici come ad esempio ambiti clinici non specializzati in progetti di ricerca.&nbsp;Il&nbsp;giornale, gestito dal gruppo di ricerca Phenomena, edito da <a href="https://www.lafeltrinelli.it/algolia-search?ts=as&amp;query=marp%20edizioni%20&amp;query_seo=marp%20edizioni%20&amp;qs=true">Marp Edizioni</a>, offre supporto editoriale attraverso una modalità disponibile e flessibile per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della Ricerca Scientifica.&nbsp; Gli articoli sono disponibili al sito&nbsp;<a href="http://www.phenomenajournal.it/"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">www.phenomenajournal.it</span></span></a><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"> &nbsp;e sono coperti da licenza Open Access.&nbsp;</span></span></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> it-IT <p>https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it</p> edizionimarp@gmail.com (Phenomena Journal) editor.phenomenajournal@gmail.com (Technical Support Phenomena Journal) Wed, 08 Dec 2021 00:00:00 +0000 OJS 3.1.1.4 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 I disturbi del neurosviluppo: verso un modello clinico integrato https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/121 <p>The purpose of the research work of the writer is the gradual development of an integrated clinical model for the treatment of high-functioning autism. The analysis for the constitution of this model has started from the identification of a specific logic with which to integrate three models: cognitive behavioral, Gestalt and model deriving from the applied analysis of behavior (ABA).&nbsp; This logic has materialized in the identification, through an analysis process based on the examination of the scientific literature and on their clinical experience, of what they been defined as the active ingredients of each of these disciplines, that is, the variables most involved in the efficacy of treatment for level 1 autism. The present work therefore constitutes the next step in this reasoning. The focus is on the active ingredients of the Aba. We intend to carry out a rigorous analysis of the function of behavior in an integrated perspective for the treatment of high-functioning autism. Understanding the function of behavior naturally has an evident clinical significance as it is the basis of the therapeutic project in all clinical models, even though it is addressed with different languages and tools. In gestalt therapy the focus is on contact needs and how those needs are blocked; in behavioral cognitive orientation the emphasis is on mental patterns as behavior triggers, while in the applied analysis of behavior the single aspects of a behavioral process are examined, defining the latter functional analysis. Therefore, an analytical and systematic vision of the function of behavior is present in Aba. It represents a valuable contribution to an evidence-based model which is for this reason one of the central aspects of the model I am working on.</p> <p><strong>Keywords: </strong>autism, function, behavior</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>La finalità del lavoro di ricerca della scrivente è la graduale costituzione di un modello clinico integrato per il trattamento dei disturbi del neurosviluppo il quale è stato inizialmente focalizzato sull’intervento per l’autismo ad alto funzionamento. L’analisi per la costituzione di questo modello è partita dall’individuazione di una specifica logica con la quale integrare tre modelli: cognitivo comportamentale, gestaltico e modello derivante dall’analisi applicata del comportamento (Aba). Tale logica si è concretizzata nell’identificazione, attraverso un processo di analisi basato sull’esame della letteratura scientifica e sulla propria esperienza clinica, di ciò che sono stati definiti i principi attivi di ognuna di queste discipline, ossia, le variabili maggiormente responsabili dell’efficacia del trattamento per il disturbo autistico di livello 1.&nbsp; Il presente lavoro costituisce, dunque, lo step successivo di questo ragionamento. L’accento è posto sui “ principi attivi” dell’analisi applicata del comportamento. Si intende effettuare una rigorosa analisi della funzione del comportamento in un’ottica integrata per il trattamento, in particolare, dell’autismo ad alto funzionamento. La comprensione della funzione di un comportamento riveste, naturalmente, una significatività clinica evidente poiché è alla base del progetto terapeutico in tutti i modelli clinici, sebbene affrontata con linguaggi e strumenti diversi. Nella psicoterapia della gestalt il focus è sui bisogni di contatto e su come tali bisogni sono bloccati; nell’orientamento cognitivo comportamentale l’accento è sugli schemi mentali quali fattori scatenanti il comportamento, mentre nell’analisi applicata del comportamento (Aba) si esaminano i singoli aspetti di un processo comportamentale definendo quest’ultimo analisi funzionale (A.F.). E’ presente, pertanto, in Aba una visiona analitica e sistematica della funzione del comportamento. Essa rappresenta contributo prezioso ad un modello basato sull’evidenza che costituisce, per tale ragione, uno degli aspetti centrali che sono alla base del modello al quale sto lavorando.</p> <p><strong>Parole chiave:&nbsp;</strong>autismo, funzione, comportamento</p> Flavia Morfini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/121 Mon, 12 Jul 2021 19:09:12 +0000 Adolescenti autistici ad alto funzionamento: un’ipotesi di studio sull’efficacia del trattamento integrato per il disturbo ossessivo compulsivo https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/122 <p>Several studies have demonstrated the effectiveness of the integrated treatment of obsessive compulsive disorders in neurotypical subjects. This type of treatment consists of using different theoretical and methodological approaches which, together, aim to promote a trans-theoretical model of change in subjects with OCD, a model in which it is important to highlight the steps from beliefs (I must) to attitudes (I want to) to strategic intentions (I can) and from intentions to actions (I act).</p> <p>The integrated treatment, therefore, proposes to use a wide range of different approaches, that together, may&nbsp; succeed in signifying and treating &nbsp;the complexity of the DOC.</p> <p>Among the aforementioned approaches we consider:</p> <p>- <strong>The Humanistic-Existential Approach</strong> (essential for creating an empathic relationship with the patient based on unconditional acceptance and self-disclosure);- <strong>Ellis's Cognitive-Rationalist Approach (ABC Model) and / or the Cognitive-Constructivist Approach</strong> (facilitation awareness of dysfunctional cognitive schemes and the restructuring of these for the management of anxiety and the activation of adaptive behaviors);- <strong>The Integrated Gestalt Approach</strong> (awareness of the emotional-affective need that underlies the symptom).</p> <p>The article in question therefore proposes to reflect on the possible effectiveness the aforementioned integrated treatment may have with regard to both Axis I and Axis II DOCs of the DSM-V in adolescent subjects and / or young adults, affected in turn by a high functioning&nbsp; autistic&nbsp; spectrum disorder, and to also consider the possibility of adapting this type of integrated treatment to those principles and scientific tools of <strong>applied behaviour analysis</strong> in autism.</p> <p><strong>KEYWORDS</strong>: Obsessive Compulsive Disorder; High Functioning Autism; Integrated Treatmen</p> <p><strong>ABSTRACT IN ITALIANO</strong></p> <p>Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del Trattamento Integrato dei Disturbi Ossessivi Compulsivi in Soggetti Normotipici. Tale tipologia di Trattamento consiste nell’utilizzare Approcci Teorici e Metodologici differenti che, insieme, hanno come obiettivo quello di promuovere un Modello Transteorico del Cambiamento in Soggetti con DOC, modello in cui è importante evidenziare i passaggi dalle convinzioni (devo) agli atteggiamenti (voglio) alle intenzioni strategiche (posso) e dalle intenzioni alle azioni (agisco).</p> <p>Il Trattamento Integrato, dunque, si propone di utilizzare una molteplicità di Approcci Differenti che, insieme, possano riuscire a significare e a trattare la complessità dei DOC.</p> <p>Tra i suddetti Approcci si considerano:</p> <ul> <li class="show"><strong>L’Approccio Umanistico-Esistenziale</strong> (fondamentale per la creazione di una relazione empatica con il paziente basata sull’accettazione incondizionata e l’auto-svelamento);</li> </ul> <p>&nbsp;</p> <ul> <li class="show"><strong>L’Approccio Cognitivo-Razionalista di Ellis (Modello ABC) e/o L’Approccio Cognitivo-Costruttivista </strong>(facilitazione della consapevolezza degli schemi cognitivi disfunzionali e la ristrutturazione di questi per la gestione dell’ansia e l’attivazione di comportamenti adattivi);</li> <li class="show"><strong>L’Approccio Gestaltico Integrato</strong> (consapevolezza del bisogno emotivo-affettivo che sta alla base del sintomo).</li> </ul> <p>L’Articolo in questione si propone, dunque, di effettuare una riflessione in merito all’eventuale efficacia che il suddetto Trattamento Integrato possa avere anche nei confronti dei DOC sia di Asse I che di Asse II del DSM-V in Soggetti Adolescenti e/o Giovani Adulti affetti, a loro volta, da un Disturbo dello Spettro Autistico ad Alto Funzionamento considerando, inoltre, la possibilità di adattare tale Tipologia di Trattamento Integrato a quelli che sono i Principi e gli Strumenti Scientifici dell’<strong>Analisi Applicata del Comportamento nell’Autismo</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p><strong>PAROLE CHIAVE: </strong>Disturbo Ossessivo Compulsivo; Autismo ad Alto Funzionamento; Trattamento Integrato.</p> Valentina Bellomo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/122 Tue, 13 Jul 2021 19:18:23 +0000 Autismo: le difficoltà genitoriali e l'intervento Gestaltico Integrato https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/118 <p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">The hypothesis that we intend to confirm through this article is that parental support, in the case of families in which a person with an autism spectrum disorder is inserted, is fundamental and requires integrated treatment to ensure the success of the various interventions, including cognitive and behavioral, proposed to these subjects and presented as electives. A questionnaire was constructed to survey the parental difficulties in adapting and adhering to the cognitive behavioral treatments of their children with autism spectrum disorder. An investigation was launched by administering it to the parents of children with autism who follow a cognitive behavioral treatment, which requires a modification of the home environment and daily routine to adhere to the intervention plan, with the aim of deepening and detecting any possible difficulties these parents face in following the therapists' directions. The analysis of the data collected would allow us to confirm the presence of difficulties in the management and implementation of the strategies proposed by the cognitive-behavioral treatments and that this could negatively influence the outcome of the treatment. The proposal of an integrated Gestalt intervention provides for constant parental support from the psychotherapist and an openness and greater flexibility of the treatments tailored to the patient, taking into account the parental difficulties in supporting the child's therapy, becoming an integral part of it, fundamental for the good successful. Parents suffer and experience frustration at their inability to manage their children. Their suffering becomes, in a Gestalt frame, a suffering of the field and therefore also of the subject with autism who is inserted into it, who experiences it from a neurological point of view due to the pressures that the rigidity of the intervention requires and from a point of view of climate, environment and family system.</span></span></p> <p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Keywords</strong>=&nbsp;</span></span><span class="tagit-label">parental support, integrated gestalt, autism</span></p> <p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Abstract in italiano</span></strong></span></p> <p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L'ipotesi che si intende confermare attaverso questo articolo è che il supporto genitoriale, in caso di famiglie in cui sia inserito un soggetto con disturbo dello spettro autistico, è fondamentale e necessita di un trattamento integrato per garantire la buona riuscita dei vari interventi, anche cognitivi e comportamentali, proposti a questi soggetti e presentati come elettivi. Si è provveduto alla costruzione di un questionario di rilevazione delle difficoltà genitoriali all'adattamento e all'aderenza ai trattamenti cognitivo comportamentali dei propri figli con disturbo dello spettro autistico. Si è avviata un'indagine somministrandolo ai genitori dei bambini con autismo che seguono un trattamento cognitivo comportamentale, il quale richiede una modificazione dell'ambiente domestico e della routine gionaliera per aderire al piano d'intervento, con lo scopo di approfondire e rilevare le evenutali difficoltà che questi genitori affrontano nel seguire le indicazioni dei terapisti. L'analisi dei dati raccolti ci permetterebbe di confermare la presenza di difficoltà di gestione e attuazione delle strategie proposte dai trattamenti cognitivo-comportamentali e che ciò potrebbe influenzare negativamente l'esito del trattamento. La proposta di un intervetno gestaltico integrato prevede un supporto genitoriale costante da parte dello psicoterapeuta e un'apertura e maggiore flessibilità dei trattamenti cuciti addosso al paziente, tenendo conto delle diffioltà genitoriali nel supportare la terapia del figlio, diventarne parte integrante, fondamentale per la buona riuscita. I genitori entrano in sofferenza e sperimentano frustrazione per la loro incapacità di gestione dei figli. La loro sofferenza diviene, in una cornice gestaltica, una sofferenza di campo e quindi anche del soggetto con autismo che vi è inserito, che la sperimenta da un punto di vista neurologico per le pressioni che la rigidità dell'intervento richiede e da un punto di vista di clima, ambiente e di sistema familiare.</span></span></p> <p align="JUSTIFY"><span class="tagit-label"><strong>Parole chiave:</strong> supporto genitoriale, gestalt integrata, autismo</span></p> Lorena Vincenza Perrone, Claudia Tornetta ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/118 Tue, 13 Jul 2021 21:02:10 +0000 Famiglie autistiche resilienti https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/139 <p>&nbsp;La relazione di supporto psicologico interviene nell’influenzare la capacità genitoriale, sul modo in cui i genitori giudicano e valutano l’evento disabilità e le situazioni a esso connesse. Infatti il supporto è correlato alla percezione che i genitori hanno dei limiti dei loro figli, delle limitazioni sociali e dei problemi di comportamento.&nbsp;L’obiettivo è valorizzare i vissuti delle famiglie stesse a partire da una rivalutazione del valore delle loro narrazioni al fine di coinvolgere le famiglie in un processo di consapevolezza.&nbsp;L’ipotesi che ha guidato questo lavoro è il credere che l’aiuto alle famiglie sia indispensabile per consentire ai ragazzi con autismo un futuro in cui loro siano concretamente protagonisti della loro vita e partecipi alla vita sociale. Sono stati previsti prima tre incontri individuali e successivamente di gruppo. Il modello utilizzato è quello gestaltico integrato, in particolare si è focalizzata l’attenzione sul ciclo di contatto e ai meccanismi di interruzione del suo fluire, con lo scopo di coinvolgerle concretamente dall’inizio alla fine dei processi. Il lavoro ha evidenziato che è possibile ridurre le fonti di stress, affinare le capacità di valutazione e di coping, rinforzare la rete di supporti sociali extrafamiliari, migliorare le relazioni all’interno della famiglia, migliorare i rapporti fra genitori e professionisti.&nbsp;L’aspetto innovativo è aver posto un’attenzione particolare ai genitori all’interno della teoria del campo.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: famiglia, autismo, gestalt</p> Maria Licata, Patrizia Fortezza, Serafina Sportaro ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/139 Thu, 16 Sep 2021 13:09:01 +0000 La funzione del reato nell'autismo ad alto funzionamento ed implicazioni clinico forensi https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/137 <p style="text-align: justify;">Il presente lavoro analizza la funzione del reato nell’autismo ad alto funzionamento esaminando le molteplici aree psico-emotive coinvolte in questo processo. Si approfondiscono gli aspetti di diagnosi differenziale e comorbilità psichiatrica con alcuni 2 disturbi maggiormente correlati all’autismo di livello 1. Si evidenziano, dunque, le conseguenti implicazioni sul piano clinico e forense.<br>L’elaborato parte dall’esame di come il sistema giuridico italiano si interfaccia con il disturbo mentale. È messo in luce il ruolo che il sistema giuridico attribuisce alle neuroscienze nell’analisi del profilo di responsabilità di un soggetto con disturbo mentale ed, in particolare, di un soggetto con autismo di livello 1 che commette un reato.<br>A tale proposito è esaminata la funzione dei reati più comuni. Si evidenziano le differenze dell’autismo di livello 1 con il disturbo antisociale e schizofrenico. L’attenzione è sull’esplorazione della sintomatologia clinica in termini di funzione. Attraverso un’analisi critica degli studi evidenziati in letteratura, è descritto il fattore fondamentale per la corretta individuazione della diagnosi differenziale e, di conseguenza, della comorbilità psichiatrica. <br>Esso è rappresentato dall’esame del processo difensivo dal quale i sintomi hanno origine. Una stessa manifestazione sintomatologica può, infatti, rappresentare problematiche e patologie differenti.<br>Il focus è dunque posto sull’importanza di una valutazione clinico forense particolarmente approfondita in cui sono esaminati i meccanismi di difesa. La finalità di questo articolo è evidenziare l’opportunità di applicare nel contesto giuridico nuovi e più completi strumenti di valutazione e diagnosi.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Parole chiave:&nbsp;</strong>Autismo, Diagnosi, Comorbilità</p> Virginia D'Angelo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/137 Tue, 28 Sep 2021 15:04:59 +0000 Teoria della mente e Autismo https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/127 <p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il concetto di teoria della mente riveste un forte interesse scientifico per i professionisti impegnati nello studio e nel trattamento dell’autismo, poiché un numero cospicuo di ricerche ha evidenziato che persone con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico incontrano importanti ostacoli nello sviluppo della teoria della mente. Essa riguarda l'abilità di distinguere gli stati mentali propri da quelli altrui ed inferire gli altrui stati mentali, desideri, preferenze, pensieri, convinzioni e intenzioni. Il presente articolo parte da un esame del concetto di teoria della mente ed una rigorosa disamina delle strategie di insegnamento dei vari aspetti della teoria della mente esistenti in letteratura con lo scopo di estendere tali strategie ad una popolazione adulta, ponendo il focus sulla valutazione dei bisogni dei soggetti adulti come prerequisito essenziale. Si sono analizzate procedure e tecniche basate sui principi dell’Analisi Applicata del Comportamento (ABA) che, per il rigore metodologico che caratterizza tale disciplina, si sono dimostrate significativamente valide in termini di efficacia del trattamento. </span></span></p> <p align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Parole chiave</span></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: teoria della mente, autismo, adulti</span></span></p> <p>&nbsp;</p> Ilaria Barbato ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/127 Mon, 20 Sep 2021 07:56:19 +0000 Intervento integrativo evolutivo-esistenziale con EMDR sui Disordini dello Spettro Autistico https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/126 <p>Il presente lavoro ha lo scopo di integrare due diversi approcci terapeutici l’evolutivo-esperienziale con l’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR). Il lavoro è diretto sulle famiglie con bambini affetti da Disturbo dello Spettro Autistico.&nbsp; L’intervento si struttura su due livelli: sulla coppia genitoriale, in particolare la madre che coadiuva il lavoro, e direttamente sul bambino e sul processamento sensoriale, finalizzando l’intervento al raggiungimento dello stato di consapevolezza ed evoluzione del Sé sino alla mentalizzazione dell’altro. I passaggi terapeutici si susseguono in fasi secondo il protocollo standard e con la Stimolazione Oculare Bilaterale per desensibilizzare la sensazione di disagio ed integrare l’informazione sensoriale.</p> <p><span class="tagit-label"><strong>Parole chiave</strong>:&nbsp;</span><span style="color: #111111;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Gestalt; EMDR; Autismo; Processamento sensoriale del Sé; Metacognizione</span></span></span></p> Mariannina Amato ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/126 Fri, 22 Oct 2021 14:18:57 +0000 Eziopatogenesi, processamento sensoriale e predittività dei segni sui Disordini dello Spettro Autistico nel primo anno di vita https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/125 <p>Il termine autismo è inserito nel manuale del DSM V nella categoria dei Disturbi dello Spettro Autistico, categoria costituita da un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da alterazioni nelle interazioni sociali, nelle comunicazioni e nei comportamenti ripetitivi e stereotipati. Il termine spettro è inteso come continum evolutivo di sviluppo che si manifesta con una varietà di sintomi, dalla abilità alla gravità di funzionamento configurando diversi profili. In Italia, il “Progetto Osservatorio per il monitoraggio degli studi dello spettro autistico” coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, stima 1 bambino su 77 (età 7- 9 anni) con prevalenza nei maschi maggiore di 4,4 rispetto alle femmine. Negli ultimi anni gli studi epidemiologici internazionali riportano un aumento generalizzato di tale disturbo dovuto all’uso di criteri diagnostici sempre più specifici. La prevalente formazione dei medici, neuropsichiatri e pediatri, e psicologi nel campo della prevenzione infantile individua l’esordio di tale disturbo in età precocissima, i primi 12 mesi di vita, e sottolineano l’importanza della relazione madre bambino come campo osservazionale dei segni predittivi del funzionamento autistico. Una maggiore consapevolezza della popolazione in generale sui disordini che l’autismo comporta è da attribuire ai mass media che hanno ampliato il focus dell’attenzione.&nbsp;</p> <p><strong>Parole chiave</strong></p> <p><span class="tagit-label">Spettro autistico, primi anni di vita, Eziopatogenesi, processamento sensoriale</span></p> <p>&nbsp;</p> Mariannina Amato ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/125 Thu, 02 Sep 2021 12:31:25 +0000 La disregolazione percettiva nell’autismo e potenzialità terapeutica dell’intelligenza artificiale https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/134 <p>La complessità del quadro clinico caratterizzante i disturbi del neurosviluppo apre un campo di studio vasto ed eterogeneo in cui lo sviluppo senso-percettivo dei soggetti autistici rappresenta una delle aree di maggiore interesse clinico. La disregolazione senso-percettiva della patologia autistica condiziona in modo particolare l’espressione dell’intersoggettività nei DSA. Buona parte dei deficit neurocognitivi e comportamentali associati al disturbo autistico può essere, infatti, spiegata da un’alterazione nella regolazione senso-percettiva degli stimoli ambientali che di norma permettono la relazione dell’individuo con il suo ambiente, quindi il contatto con la realtà e con tutto ciò che lo circonda.&nbsp;</p> <p>Gli sviluppi delle neuroscienze si configurano nell’intervento dell’autismo con una visione multidimensionale che valuta le numerose variabili che entrano in gioco in una risposta comportamentale. E’ opportuno, che i modelli di intervento lavorino su più livelli.</p> <p>La complessità della patologia autistica chiede, pertanto, alla comunità scientifica una forte attenzione al trattamento e alla messa a punto di nuove terapie, modelli di intervento e strumenti clinici. A tale proposito, nel corso del presente lavoro sarà rappresentato quanto lo sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale possa essere risorsa preziosa per il trattamento dell’autismo.</p> <p><strong>&nbsp;Parole chiave</strong>: autismo, percezione, regolazione.</p> Maria Provenzale ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/134 Fri, 03 Sep 2021 14:40:10 +0000 Procedure di parent training : la collaborazione della famiglia come fattore prognostico facilitante il buon esito di un trattamento Aba https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/136 <p>Il presente lavoro ha l’obiettivo di evidenziare, nell’ottica dell’Analisi Applicata del Comportamento (Aba) la significatività clinica del coinvolgimento della famiglia nel lavoro con soggetti autistici. La collaborazione familiare all’intervento terapeutico rappresenta, infatti, fattore prognostico dell’outcome terapeutico. Si ritiene che il coinvolgimento della famiglia sia essenziale per la modifica dei comportamenti e che il pieno coinvolgimento renda i genitori maggiormente consapevoli dei limiti, ma anche dei punti di forza dei loro figli e questo li aiuta a prendere delle decisioni mirate in una prospettiva più lungimirante in merito al fatto che i loro bambini diventeranno degli adulti che gli sopravvivranno.</p> <p>La scrivente, effettuando un’accurata disamina della letteratura scientifica inerente le tecniche di parent training, descrive alcune tra le più importanti procedure di parent training derivante dall’Analisi Applicata del Comportamento. Esse sono finalizzate allo sviluppo delle cosiddette pivotal skills, ossia quelle competenze principali che costituiscono la base per l’acquisizione di abilità più complesse. Nel corso del lavoro, si evidenzia, inoltre, l’importanza di effettuare una corretta analisi dei bisogni dei soggetti con autismo e delle loro famiglie.</p> <p><strong>Parole chiave:</strong> autismo, prognosi, famiglia</p> Maria Rosaria Cappiello ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/136 Thu, 30 Sep 2021 08:09:54 +0000 L'approccio psicodinamico alla comprensione e al trattamento dell'autismo https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/133 <p><span style="font-weight: 400;">L’interesse ad approfondire l’approccio psicodinamico per la comprensione e il trattamento dell’autismo nasce, in particolare, dallo studio del contributo psicoanalitico relativo alle psicosi infantili, ad opera di Melanie Klein . Ancor prima della definizione di una specifica sindrome patologica, nel 1943, a opera di Leo Kanner che, per primo, parlò di “autismo infantile precoce”, la psicoanalista ungherese descrive&nbsp; negli anni Trenta del XX secolo, un caso che lei chiama di psicosi infantile e che oggi verrebbe diagnosticato come autismo. Ancora oggi le intuizioni e le metodologie terapeutiche illustrate nel suo celebre articolo “The importance of Symbol-Formation in the Development of the Ego”, in cui illustra il caso del piccolo Dick, risultano essere preziose per la comprensione e il trattamento dei pazienti autistici. E’, dunque, a Melanie Klein che siamo debitori per la più illuminante e pionieristica descrizione dell’autismo. Il suo pensiero ha, pertanto suscitato notevole interesse da parte di molti psicoanalisti tra cui Donald Meltzer, Wilfred Bion e la psicoterapeuta inglese Frances Tustin, il cui contributo costituisce ancora oggi il più importante riferimento psicoanalitico nel campo della ricerca e della clinica dell’autismo.</span></p> <p><span style="font-weight: 400;">Il merito del pensiero psicoanalitico è quello di&nbsp; aver prodotto un modello psicopatologico dell’autismo ancor prima degli illuminanti contributi scientifici che hanno attestato la presenza di alterazioni neurobiologiche come sua eziopatogenesi. Alla luce di tali scoperte l’ipotesi originaria, che tale funzionamento mentale fosse frutto di un arresto evolutivo, è stata completamente rivista e attualmente, nella letteratura psicoanalitica, si ritiene che esso sia l'espressione di una distorsione dello sviluppo psichico. E’ doveroso sottolineare che, anche se tale modello psicopatologico nulla ci dice circa le alterazioni biologiche ad esso sottese, ha comunque il merito di aver compreso, più di ogni altro approccio, il funzionamento neuromentale dei soggetti autistici, con le sue peculiarità e diversità e, soprattutto, di aver fondato un modello di trattamento terapeutico estremamente valido, ancora oggi. Sebbene l’OMS consideri la terapia cognitivo-comportamentale e l’approccio ABA come trattamento d’élite per l’autismo, è interessante analizzare i contributi psicodinamici alla luce delle recenti scoperte scientifiche per indagare quali potrebbero essere gli elementi di tale modello maggiormente utili al trattamento dei disturbi dello spettro autistico.</span></p> <p><span style="font-weight: 400;"><strong>Parole chiave</strong> : autismo, psicoanalisi, trattamento,</span></p> Marta Luongo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/133 Fri, 22 Oct 2021 14:43:21 +0000 Lo psicologo delle cure primarie come supporto ai pediatri nella diagnosi precoce di Autismo https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/132 <p>È ormai nota, nella letteratura contemporanea relativa all’autismo e ai disturbi dello spettro autistico, l’importanza di una diagnosi precoce al fine di permettere un intervento tempestivo per migliorare in maniera consistente la qualità della vita del piccolo paziente. Risulta pertanto interessante analizzare l’ipotetica figura dello psicologo delle cure primarie e il suo lavoro congiunto con i pediatri di libera scelta. I pilastri su cui si basa il sistema delle cure primarie sono l’accessibilità, la continuità assistenziale e l’equità sociale dei cittadini rispetto alle cure sanitarie. Affinché si riescano a raggiungere tali obiettivi è necessario che la sanità pubblica si occupi del benessere degli individui e delle famiglie attraverso azioni di difesa e di prevenzione delle malattie, di eliminazione o attenuazione dei fattori di rischio, di riabilitazione fisica, psichica e sociale del malato nella sua comunità. L’uso di modelli diversi e più elaborati di trattamento del disagio mentale e psicologico, nelle cure primarie, è indispensabile. Rappresenta la nuova frontiera della psicologia, e la sfida consisterà nella individuazione di nuovi interventi psicologici di primo livello che caratterizzino la psicologia di cure primarie. Occorre, dunque, predisporre servizi di psicologia delle cure primarie nei quali rendere disponibili una maggiore gamma di terapie psicologiche a seconda dei bisogni di salute dei singoli pazienti. In questo senso lo psicologo clinico all’interno delle cure primarie, in analogia con la figura del pediatra di libera scelta, va a rappresentare il primo filtro del sistema famiglia con l’intero Sistema Sanitario Nazionale Italiano.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: Autismo; Diagnosi precoce; Psicologo delle cure primarie</p> Marta Luongo ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/132 Mon, 25 Oct 2021 15:28:53 +0000 L'Analisi del Comportamento Applicata tra ricchezza e cattive prassi https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/135 <p>Nel corso della mia attività clinica ho avuto la possibilità di comprendere la ricchezza e le straordinarie possibilità di successo del trattamento dell’autismo secondo i principi dell’analisi del comportamento applicata (ABA). Esistono, tuttavia, numerosi pregiudizi verso questa disciplina i quali, costituendo veri e propri “bias cognitivi”, producono confusione epistemologica rispetto all’ABA: non sono comprese, in tal modo, le sue reali fondamenta. Nell’implementazione dei programmi comportamentali ho constatato, infatti, che talvolta, professionisti operanti nel campo dell’autismo rappresentano i principi e l’utilizzo dell’ABA in maniera impropria. Ciò alimenta una visione negativa ed erronea di questa disciplina. Questo lavoro si propone di esaminare, pertanto, le potenzialità di questa scienza approfondendo due concetti cardini sui quali essa è basata: il rinforzo e la punizione. Si metterà, pertanto, in luce come sia proprio l’errata comprensione e l’improprio utilizzo di questi strumenti da parte della comunità clinica a generare, frequentemente, cattive prassi.</p> <p><strong>Parole</strong><strong> chiave:&nbsp;&nbsp;</strong>Autismo, Comportamento, Trattamento</p> Antonia Zamboli ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/135 Tue, 02 Nov 2021 09:24:05 +0000 L’ approccio sistemico relazionale e la presa in carico della famiglia del soggetto autistico https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/130 <p>Gli studi sull’autismo hanno dimostrato che l’approccio più funzionale alla riabilitazione dei comportamenti disfunzionali sia costituito dal metodo ABA. L’evidenza clinica mostra come un approccio che non si limiti alla modifica degli atteggiamenti del soggetto autistico, ma che estenda il campo della presa in carico anche alla sua famiglia dia risultati migliori per il benessere fisico, sociale e psichico dell’intero sistema considerato. L’ approccio sistemico relazionale si muove in questa direzione, spostando l’attenzione dal soggetto affetto da autismo all’intero nucleo familiare in cui si muove la persona affetta da autismo. L’assunto di base è che tutti i membri del sistema considerato siano interconnessi, per cui, il cambiamento di una parte di esso produce cambiamento in tutto il sistema. In questa ottica, una diagnosi di autismo, dal momento in cui viene effettuata, provoca una crisi che genera disorientamento, confusione, paura, dolore. L’approccio sistemico, prendendo in carico la famiglia, anche in assenza del soggetto patologico, lavora sull’accoglienza di questi stati emotivi, proponendo modelli psicoeducativi funzionali, lavorando sull’accettazione del bambino reale e il seguente abbandono del bambino immaginario. Il disorientamento conseguente alla diagnosi, si caratterizza anche nella paura di non essere adeguati come genitori, di non essere in grado di rispondere alle esigenze nuove che tale condizione comporta. Questo stato di cose si potrebbe tradurre in conflitti di coppia; eccessivo spostamento dell’attenzione familiare verso il soggetto autistico a discapito degli altri membri della famiglia. Inoltre, l’osservazione delle famiglie con soggetti autistici ha evidenziato che questi sistemi tendano a mettere in atto strategie comportamentali perlopiù ripetitivi e rigidi. La terapia sistemica cerca di ripristinare gli equilibri precedenti la diagnosi, favorendo l’insorgere di un clima familiare più sereno, meno rigido dove sia possibile instillare una modalità educativa creativa necessaria per lo sviluppo del pensiero simbolico assente nei soggetti affetti da autismo.&nbsp;&nbsp;</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: Disturbo dello Spettro Autistico, Terapia Sistemico Familiare, Analisi Applicata del Comportamento, ABA.</p> <p>&nbsp;</p> Rosa Annunziata ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/130 Mon, 08 Nov 2021 20:11:55 +0000 Autismo in età adulta https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/140 <p>Sin dalla sua “scoperta”, che potremmo definire recente, l’autismo è stato investigato in differenti aree. &nbsp;Buona parte della ricerca si è concentrata sui segni e sintomi che ne permettono la diagnosi. Gli apporti del mondo scientifico alla lettura dell’autismo sono stati differenti, ad oggi vi sono diverse piste genetiche, neuroscientifiche e psicologiche che, alla luce della complessità, tendono a dare una descrizione dell’autismo o di alcuni suoi aspetti. Ad oggi non vi è una teoria omnicomprensiva di lettura dell’autismo, tuttavia si sta provando ad andare in questa direzione ed il NMIH di Insel ne è un esempio. Sebbene la ricerca abbia prodotto molto nei settori citati, ci confrontiamo con molti meno dati quando indaghiamo l’età adulta. Vi sono due aspetti particolarmente interessanti dell’autismo in età adulta, il primo riguarda la diagnosi in quanto sono tanti i soggetti, soprattutto donne ad alto funzionamento o asperger, che arrivano ad avere una diagnosi nella giovinezza o età adulta. Un altro aspetto interessante, invece, riguarda le aree dell’istruzione, dell’impiego lavorativo, dell’indipendenza ed autonomia nei soggetti adulti autistici. Pertanto, sebbene la gravità dei sintomi dell'autismo e le difficoltà comportamentali tendano a diminuire in media nel tempo, l’età adulta rimane appannaggio del singolo soggetto e della famiglia, senza la presenza di supporti adeguati. Infatti, in termini di prospettive educative e occupazionali post-scolastiche, gli individui con autismo tendono a cavarsela ancora meno bene degli individui con altri disturbi, come disabilità intellettiva, difficoltà specifiche di apprendimento, disturbi della parola e del linguaggio. Inoltre, conseguenza del poco investimento della comunità all’interno di questo ambito, vi sono delle &nbsp;preoccupazioni sullo screening accurato e sulla diagnosi degli adulti. La mancanza di strumenti diagnostici specificamente convalidati per l'uso con gli adulti rimane una seria sfida metodologica sia per i ricercatori che per gli specialisti. Lo scopo della nostra scoping review, è evidenziare quanto emerge in termini di outcomes nella popolazione di autistici adulti, e quanti di questi studi coinvolgono la popolazione femminile. I nostri risultati hanno rivelato quanto aspetti legati alla famiglia, all’ambiente ed alle politiche sociali, influiscano sugli outcomes di benessere dei soggetti autistici adulti.</p> <p><strong>Parole chiave:&nbsp; </strong>E<span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Palatino Linotype', serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">tà adulta, Autismo, Donne autistiche.</span></span></span></span></p> Rosaria Ferrara, Leonardo Iovino, Pasquale Ricci, Lidia Ricci, Roberto Latina, Gianni Carbone, Serafino Ricci ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/140 Mon, 08 Nov 2021 00:00:00 +0000