Phenomena Journal - Giornale Internazionale di Psicopatologia, Neuroscienze e Psicoterapia https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena <p>Phenomena Journal è un&nbsp;giornale&nbsp;semestrale che adotta il sistema double-blind peer-review (revisione in doppio cieco alla pari) ed è rivolto ad esperti nei settori della Psicopatologia, delle Neuroscienze e della Psicoterapia. Il&nbsp;giornale&nbsp;ha l’obiettivo di pubblicare articoli, revisioni, ipotesi metodologiche di studio, articoli di opinione, prodotti da da nomi del panorama nazionale ed internazionale dei settori di interesse della rivista.&nbsp; In aggiunta il&nbsp;giornale&nbsp;ambisce a diffondere la cultura scientifica nei settori non esclusivamente accademici come ad esempio ambiti clinici non specializzati in progetti di ricerca.&nbsp;Il&nbsp;giornale, gestito dal gruppo di ricerca Phenomena, edito da Marp Edizioni, offre supporto editoriale attraverso una modalità disponibile e flessibile per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della Ricerca Scientifica.&nbsp; Gli articoli sono disponibili al sito&nbsp;<a href="http://www.phenomenajournal.it/">www.phenomenajournal.it</a>&nbsp;e sono coperti da licenza Open Access.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> Marp Edizioni it-IT Phenomena Journal - Giornale Internazionale di Psicopatologia, Neuroscienze e Psicoterapia 2612-6796 <p>https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it</p> GEO-DE (Griglia Ecologica Osservativa per la Disprassia Evolutiva) https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/70 <p><strong>Background</strong>. There is currently a terminological confusion between the Developmental Dyspraxia, the Developmental Coordination Disorder and the Specific Developmental Disorder of Motor Function. Developmental Dyspaxia is a congenital disorder or an acquired disorder from a young age characterized by an impairment in the intentional motor planning, in the monitoring and in the controlling purposeful movement.</p> <p>&nbsp;<strong>Neural correlates.</strong> The neural substrates involved in the developmental dyspaxia are: the parietal lobe, the cerebellum, the corpus callosum, the mirror neurons, the dorsal patway and the frontal cortex.</p> <p>&nbsp;<strong>Objective</strong>. The aim of the study is to identify the significant clinical indices of developmental dyspaxia in order to construct an ecological observational grid (GEO-DE) for the early detection of children with mobility impairment between the ages of 3 and 6 years.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p><strong>Creation and structure. </strong>The grid is proposed as a tool. It is based on real school experiences of the child through play activities. Grounding the grid in real life experiences will increase its accessibility for educators. Actually, the instrument is in the operational phase and was conducted on a sample of 165 children from varied primary schools of the Neapolitan territory. This was in order to test the validity and effectiveness of the tool.</p> <p>&nbsp;<strong>Future directions</strong>. The final objective of this study is to replace the paper grid with an artificial intelligence support to enable earlier detection of motor disorders.</p> <p>&nbsp;<strong>Keywords: developmental dyspaxia diagnosis, observetional grid, artificial intelligence support</strong></p> <p>&nbsp;<strong>Abstract in italiano</strong></p> <p><strong>Introduzione: </strong>Attualmente esiste una confusione terminologica tra Disprassia e Disturbo della coordinazione motoria. La disprassia è un disturbo congenito acquisito precocemente caratterizzato da difficoltà nella programmazione motoria intenzionale, nel controllo e nella realizzazione di movimenti finalizzati ad uno scopo.</p> <p><strong>Correlati neurali:</strong> I substrati neurali coinvolti nella disprassia sono il lobo parietale, il cervelletto, il corpo calloso, i neuroni specchio, la via dorsale occipito-frontale e le aree frontali.</p> <p><strong>Obiettivo:</strong> L’obiettivo dello studio è quello di individuare gli indici clinici significativi della disprassia al fine di costruire una griglia osservativa ecologica (GEO-DE) per l’individuazione precoce di bambini con difficoltà motorie di età compresa tra i 3 ed i 6 anni.</p> <p><strong>Materiali e metodi:</strong> La griglia si propone come strumento di facile fruibilità e basato sulle reali esperienze scolastiche del bambino attraverso l’ausilio di attività ludiche. Attualmente lo strumento è stato sottoposto ad un campione di circa 165 bambini di diverse scuole dell’infanzia del territorio napoletano al fine di tarare lo strumento.</p> <p><strong>Direzioni future:</strong> L’obiettivo finale dello studio è la creazione di un supporto di intelligenza artificiale in grado di individuare precocemente disturbi motori sostituendo la griglia cartacea.</p> Anna Di Leva Rosanna Calabrese Lidia Accardo Antonietta Franco Carmela Gaudino Marco Letterese Annamaria Cimmino ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-02 2020-05-02 2 1 1 10 10.32069/pj.2020.1.70 Direzionalità e Condensazione del movimento corporeo attraverso uno strumento di auto-valutazione https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/64 <p>Movement can provide information about the way people express themselves and interacting with others. Scientific studies support the importance of non- verbal communication in the interpersonal relationship, decoding them through a reading of the body and of the movement.&nbsp;The aim of this research is to evaluate the reliability of an instrument of self-observation to investigate the expressiveness of the movement through specific dimensions, such as movement’s chinesfera, centrality, structuring, rhythm, coordination, flow, rigidity and intensity.&nbsp;It is about the <em>Scheda Diade, revision 3 di Lettura del Movimento</em>, a tool for monitoring a conscious interaction, in which the subjects give self-assessment of one's motor and relational<em> controtransfert</em>. The instrument and the method of administration are based on constructs derived from neurophysiology and they are rooted in the analysis character's of W. Reich and in the Laban Movement Analysis. The study has been carried out on a sample of 432 subjects, included students, manager, teachers and counselors, who participated in training courses about the relationship with the other, through body awareness and Dance Movement Therapy modules. The collected data from the administration ex ante and ex post of the Scheda Diade revision 3 allowed to detect some changes in movement statistically significant, but not the subject of this discussion.&nbsp;From the intrinsic analysis of the test, subject of this study, emerged that the Scheda Diade revision 3 elicits the presence of two peculiar movement’s components: Directionality and Condensation, that&nbsp; recall the archetypes of “male” and “female”, not related to gender difference, but to modulation of motor expression. Factor analysis showed construct validity of the Scheda Diade revision 3.</p> <p><strong>Keywords:</strong> Movement Qualities; Movement-based Interaction; Movement Self-Observation, Dance Movement Therapy</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Il movimento è in grado di fornire informazioni circa il modo in cui le persone esprimono sé stesse ed interagiscono con gli altri. Studi scientifici sostengono l’importanza della comunicazione non verbale nella relazione interpersonale, decodificabile attraverso una lettura del corpo e del movimento. Lo scopo di questa ricerca è valutare l’affidabilità di uno strumento di auto-osservazione per indagare l’espressività del movimento attraverso dimensioni specifiche quali: chinesfera, centralità, strutturazione, ritmo, coordinazione, flusso, rigidità e intensità del movimento. Si tratta della <em>Scheda Diade rev. 3 di Lettura del Movimento</em>, uno strumento di monitoraggio di una inter-azione consapevole in cui i soggetti forniscono un’autovalutazione del proprio <em>controtransfert </em>motorio e relazionale. Lo strumento e la metodologia di somministrazione si basano su costrutti derivanti dalla neurofisiologia e pongono le loro radici nella Laban Movement Analysis. Lo studio è stato svolto su un campione di 432 soggetti, tra studenti, dirigenti, insegnati e counselor, partecipanti a corsi di formazione sulla relazione con l’altro, attraverso moduli di consapevolezza corporea e DanzaMovimentoTerapia (DMT). I dati raccolti dalla somministrazione ex ante ed ex post della scheda Diade rev. 3 hanno consentito di rilevare alcune variazioni del movimento. Dall’analisi intrinseca del test è emersa, innanzitutto, la presenza di 2 componenti peculiari: direzionalità e condensazione. Inoltre, l’elaborazione dei dati, raccolti in ex-ante, ha evidenziato, in alcune dimensioni riportate nella Diade rev.3, differenze significative connesse al sesso dei partecipanti e alla categoria di appartenenza, differenziazioni che tendono ad uniformarsi in seguito agli interventi formativi, come dimostrato dai dati ex-post.</p> <p><strong>Parole chiavi</strong>: Qualità del Movimento; Interazione basata sul Movimento; Auto-osservazione del Movimento, DanzaMovimentoTerapia</p> Sara Diamare Anna Ferrara Olimpia Ricciardi Simona Verniti ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-05 2020-05-05 2 1 16 25 10.32069/pj.2020.1.64 Fenomeni dissociativi in un campione di pazienti Borderline https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/69 <p><strong><em>Aims</em></strong>. This study aims to investigate the relationship between dissociative phenomena and the Borderline Personality Disorder, in order to identify which one of dissociative symptoms factor has a stronger tie with Borderline Personality Disorder. Moreover, this study aims to find out if the presence of dissociative symptoms is linked to the number of Borderline Personality Disorder traits (symptoms), or the Borderline Personality Disorder diagnosis itself. <strong><em>Methods</em></strong>. A representative sample (n = 1033) was selected from patients visiting a private mental health clinical center in Naples. Inclusion criteria provided both Borderline Personality Disorder and non-Borderline Personality Disorder patients. The Dissociative Experiences Scale and the Structured Clinical Interview for Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders IV Axis II Disorders were used in order to collect data. Statistical Analysis involved the Student’s T-test, logistic regression and one-way Analysis of Variance. Continuous variables were standardized before the regression test. In addition, collected data were analyzed by the software Statistical Package of Social Science. <strong><em>Results</em></strong>. The mean of DES-Total scores in Borderline Personality Disorder patients (μ = 17,38) was significantly higher (t = -3,11) than in non-Borderline Personality Disorder patients (μ = 10,72). Logistic regression showed a strong link between dissociative phenomena and Borderline Personality Disorder respect to DES Factor III (depersonalization/derealization). Furthermore, it shows how increasing one standard point in DES Factor III increases by 50% the chance to detect a Borderline Personality Disorder. Lastly, the Analysis of Variance highlighted that more the number of Borderline Personality Disorder traits increase, the higher average are shown on DES-Total scores. <strong><em>Discussion and conclusions</em></strong>. The study has shown that Dissociative phenomena are more frequent in Borderline Personality Disorder patients rather than non-Borderline Personality Disorder patients. Moreover, it shows that the link between dissociative phenomena and Borderline Personality Disorder is stronger in relation to symptom factor depersonalization/derealisation. Finally, results show that DES-Total mean scores increase as Borderline Personality Disorder traits number increases, with higher scores when four specific traits are detected. This evidence confirms that the relationship between dissociative phenomena and Borderline Personality Disorder depends on the number of Borderline Personality Disorder traits detected, but not necessarily on the Borderline Personality Disorder diagnosis.</p> <p><strong>Keywords:</strong> Dissociation, Borderline Personality Disorder, BPD</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p><strong><em>Obiettivi. </em></strong>Scopi di tale studio sono: indagare il rapporto tra fenomeni dissociativi e Disturbo Borderline di Personalità, indagare rispetto a quale fattore sintomatologico dissociativo sia più forte il legame con il DBP e, infine, indagare se la presenza di fenomeni dissociativi sia legata al numero di tratti (sintomi) di DBP o alla diagnosi dello stesso. <strong><em>Metodi. </em></strong>Al campione (n = 1033), estratto dalla popolazione di pazienti di un ambulatorio di salute mentale privato della provincia di Napoli, sono stati somministrati gli strumenti DES e SCID II. Le valutazioni inferenziali sono state effettuate applicando il test T di Student, la regressione logistica e l’anova ad una via. Le variabili continue sono state standardizzate prima di effettuare il test di regressione. I dati raccolti sono stati trattati statisticamente attraverso l’ausilio del pacchetto SPSS per le analisi statistiche. <strong><em>Risultati. </em></strong>Il punteggio medio alla DES totale è significativamente più alto (t = -3,11) nei soggetti con DBP (<em>μ </em>= 17,38) rispetto a quello dei soggetti senza DBP (<em>μ </em>= 10,72). Dalla regressione logistica emerge che il legame tra fenomeni dissociativi e DBP è forte in relazione al Fattore III della DES (depersonalizzazione/derealizzazione) e che all’aumentare di un punto standard del Fattore III della DES aumenta del 50% la probabilità di riscontrare un DBP. L’analisi della varianza evidenzia che all’aumentare del numero di tratti di DBP si manifestano punteggi medi più alti alla DES totale. <strong><em>Discussione e conclusioni. </em></strong>Si evidenzia che i fenomeni dissociativi sono più frequenti nei pazienti con DBP rispetto ai pazienti senza DBP. Si evidenzia, inoltre, che il legame tra fenomeni dissociativi e DBP è più forte per quanto riguarda il fattore sintomatologico di depersonalizzazione/derealizzazione. Si rileva, infine, che i punteggi medi alla DES TOT aumentano all’aumentare del numero di tratti di DBP ma che, in particolare, tali punteggi sono più alti alla presenza di 4 tratti. Questa evidenza ci consente di concludere che il legame tra fenomeni dissociativi e DBP si collega al numero di tratti di DBP e non necessariamente alla diagnosi dello stesso.</p> <p><strong>Parole Chiave&nbsp;</strong>:&nbsp;</p> <p>Dissociazione, Disturbo Borderline di Personalità, DBP.</p> Daniela Cantone Filomena De Falco Tilde Annunziato Alfonso Davide Di Sarno Carmen Giannetti Daniela Iennaco Martina Messina Vincenzo Perrella Barbara Vitulano ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-06 2020-05-06 2 1 26 39 10.32069/pj.2020.1.69 Psicoterapia e neuroscienze: il modello strategico ad orientamento neuroscientifico e il metodo mente - corpo https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/22 <p>In this paper we illustrate an innovative and effective model called Neuroscientific Strategic Psychotherapy. This model originates from the combination of integrative-strategic and psychosocial and cultural genomics approaches in psychotherapy.&nbsp; From a holistic perspective of human functioning, we integrated modern neuroscientific findings in psychotherapy and genomics thus developing a therapeutic protocol called the Mind-Body Transformations Therapy.&nbsp; We also developed an interdisciplinary research method that aims to investigate the translational mechanisms which have shown interesting connections between mind-body interventions and the immune system.&nbsp; Mind-body interventions have proven to be effective in reducing the expression of pro-inflammatory genes associated with stress.&nbsp; In line with these studies, our research team has explored the genomic-molecular basis of our protocol by means of bioinformatic software and DNA microarray.&nbsp; After a single session of Mind-Body Transformations Therapy, we found patterns of experience-dependent gene expression that are associated with stem cell activation, and a reduction of inflammation, cell stress and epigenetic variations.&nbsp; Along this line of research, we are implementing the Psychosocial Genomics Research Program in Oncology.&nbsp; This program aims to evaluate the effects of the Mind-Body Transformations Therapy on cancer patients.&nbsp; Through the study of human genome, we also aim to understand the mechanisms underlying the therapeutic effectiveness of our protocol.&nbsp; From the clinical and empirical results we have obtained so far, we can state that combining strategic psychotherapy with neuroscientific findings has allowed us to develop an evidence-based model that facilitates mind-body healing and helps the treatment of several mental and psychosomatic conditions.</p> <p><em>&nbsp;</em><strong><em>Keywords</em></strong><strong>:</strong> psychosocial genomics, Mind-Body Transformations Therapy, neuroscience</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Questo articolo presenta un modello psicoterapeutico innovativo ed efficace denominato Psicoterapia strategica a orientamento neuroscientifico, che nasce dal connubio fra la prospettiva strategica integrata in psicoterapia e l’approccio della Genomica Psicosociale e Culturale. In una prospettiva olistica del funzionamento dell’individuo, abbiamo integrato le più moderne conoscenze nel campo neuroscientifico, della psicoterapia e della genomica, sviluppando un approccio terapeutico denominato Mind-Body Transformations Therapy (MBT-T) ed un metodo di ricerca interdisciplinare finalizzato a indagare i meccanismi traslazionali connessi alla guarigione mente-corpo-geni. Di recente, vari studi di genomica funzionale hanno mostrato interessanti connessioni fra gli interventi mente-corpo e il sistema immunitario, evidenziando come queste terapie siano in grado di ridurre l’espressione dei geni pro-infiammatori associati allo stress. In linea con questi studi, il nostro team di ricerca ha utilizzato software bioinformatici e il DNA microarray per esplorare le basi genomico-molecolari del nostro protocollo (MBT-T). In risposta a una sola sessione di MBT-T, abbiamo riscontrato pattern di espressione genica esperienza-dipendenti associati all’attivazione di cellule staminali, riduzione dell’infiammazione, dello stress cellulare e variazioni di tipo epigenetico. In questa prospettiva, stiamo implementando il programma Psychosocial Genomics Research Program in Oncology (PSGPO) al fine di valutare i possibili effetti che il trattamento MBT-T può avere sui pazienti oncologici. Ci prefiggiamo di valutare la potenziale efficacia clinica di questo metodo terapeutico mente-corpo e di comprendere i meccanismi sottostanti il suo possibile effetto terapeutico attraverso lo studio del genoma. Grazie ai risultati clinici ed empirici finora ottenuti, possiamo affermare che aggiornare in chiave neuroscientifica la psicoterapia strategica sta consentendo lo sviluppo di un modello <em>evidence-based </em>che facilita la guarigione mente-corpo, contrastando in maniera efficace diversi disturbi sia all’interno del contesto della salute mentale sia in campo psicosomatico.</p> <p><strong>Parole Chiave</strong>: genomica psicosociale, Mind-Body Transformations Therapy, neuroscienze</p> Mauro Cozzolino Giovanna Celia ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-23 2020-05-23 2 1 89 101 10.32069/pj.2020.1.22 Arteterapia e Play Therapy: connessioni tra i due approcci nella psicoterapia con gli adolescenti https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/80 <p>This article explores how key concepts of Art Therapy and Play Therapy can be compatible ways of working with adolescents. The connections between the two approaches can be identified in their philosophical structure of seeing the self as an embodied and relational process, in considering the importance of play and experimentation within the therapeutic encounter and in stressing the importance of the therapeutic relationship and the confidence that adolescent is able to self-direct towards his own growth and learning. In addition, Art Therapy and Play Therapy can draw on research on neuroscience to demonstrate the importance of congruence, authenticity and consistency (both of the therapist and the adolescent) in the construction of the therapeutic relationship.</p> <p><strong>Keywords:</strong> play therapy, art therapy, adolescence, psycotherapy</p> <p>Questo articolo esplora come i concetti chiave dell’Arteterapia e della Play Therapy possano essere modalità compatibili per lavorare con gli adolescenti.&nbsp;Le connessioni tra i due approcci possono essere individuate nella loro struttura filosofica di vedere il sé come un processo incarnato e relazionale, nel considerare l'importanza del gioco e della sperimentazione all'interno dell’incontro terapeutico e nel sottolineare l'importanza della relazione terapeutica e la fiducia che il ragazzo è in grado di auto-dirigere verso la propria crescita ed il proprio apprendimento.&nbsp;Inoltre Arteterapia e Play Therapy possono attingere alla ricerca sulle neuroscienze per dimostrare l'importanza della congruenza, dell’autenticità e della coerenza (sia&nbsp; del terapeuta che dell’adolescente) nella costruzione della relazione terapeutica.</p> <p><strong>Parole chiave:</strong> play therapy, arteterapia, adolescenza, psicoterapia</p> Tommaso Romitelli ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-20 2020-05-20 2 1 62 71 10.32069/pj.2020.1.80 Interventi preventivi e terapeutici in epoca perinatale https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/72 <p>This work focuses on the experience and psychological therapeutic treatment of pregnant women and their relationship with the fetus; this study analyses the deep changes triggered by pregnancy and motherhood, including various psychological discomforts, usually transient and compatible with the adaptation to the new situation. The percentage of pregnant women and new mothers suffering from psychological disorders either during the pregnancy or after the birth has to be taken into account, as it is considerably high. Discussing the issue with a preventive aim, providing scientific information, alongside a potential therapeutic treatment plan, could be a key element to healthy women and children, and the family unit too.</p> <p><strong>Key Words: </strong>Perinatal; Psychological therapeutic treatment; Pregnant.</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Il presente lavoro intende porre l’attenzione sul vissuto e sul trattamento psicoterapeutico delle donne gestanti e della loro relazione con il feto; sui cambiamenti profondi che questo evento può innescare, compresi tutta una serie di sintomi di disagio psicologico, spesso transitori e compatibili con l’adattamento alla nuova situazione, frequentemente ingravescenti. La percentuale di gestanti e di madri che soffre di un qualche&nbsp;disturbo psicologico durante o dopo la gravidanza&nbsp;non è trascurabile, è anzi molto alta. Parlarne, in un’ottica preventiva, &nbsp;in modo adeguato e fornire informazioni corrette dal punto di vista scientifico, illustrando un possibile modello di intervento psicoterapeutico, &nbsp;può essere funzionale a favorire una piena&nbsp;salute della donna, del bambino &nbsp;e in senso lato della famiglia.</p> Chiara Scognamiglio ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-03 2020-05-03 2 1 11 15 10.32069/pj.2020.1.72 Un modello di dipendenza tra automatismo e responsabilità https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/42 <p>From the clinical experience, a number of observations were launched on a addiction model based on the significance that an in individual gives to the action attendant on dependency together with the consequent person’s&nbsp;<em>agency</em>&nbsp;related to dependency itself together with automatism events still caused by addiction. This model presents some links with Berridge and Robinson’s studies, concerning the role of the stimulus’ prominence as well as the&nbsp;<em>wanting</em>’s circuits as part of an addiction situation.The hypothesis put forward is that the importance related to the significance attributed by the individual on a specific behavior might determine the production of dopamine, a process which is at the root of the creation of addiction. Finally, it is also outlined how (in accordance with the model) some operational guidelines can be identified regarding the intervention on addiction phenomena.</p> <p>&nbsp;<strong>Key words</strong>: addiction, meaning, dopamine&nbsp;</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Dall’esperienza clinica sono derivate una serie di riflessioni che riguardano sia un modello di dipendenza basato sul significato che viene attribuito da un soggetto all’azione legata alla dipendenza che la sua conseguente responsabilità (agency) relativamente alla dipendenza stessa, in contrapposizione ai fenomeni legati all’automatismo che essa comporta. Si fa riferimento all’importanza della salienza dello stimolo ed a quella dei circuiti “wanting”, nelle situazioni di dipendenza, come rilevato da Berridge e Robinson. L’ipotesi sviluppata riguarda la possibilità che sia il significato attribuito ad un comportamento a determinare la produzione di dopamina, alla base del processo di dipendenza. Il modello proposto consente di individuare linee operative nella terapia dei fenomeni di dipendenza.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: addiction, significato, dopamnina</p> Franco Badii ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-06 2020-05-06 2 1 40 46 10.32069/pj.2020.1.42 Nutrimi di Storie https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/67 <p>When we talk about personality we refer to the psychical characteristics on which the personal identity of an individual is built, characteristics which distinguishes a person from others and determines its behavior and personal relationships. The individual personality develops throughout the course of our lives, modeling when we are small and consolidating with the psychological and cognitive maturation of the adult, influenced and punctuated by the development of different aspects of our ego. The attachment theory elaborated by John Bowlby, claims that in small human beings there is an innate tendency to search for one adult figure, able to provide care and protection, in times of need and danger. This guarantees the newborn to satisfy his/her physiological needs which permit to survive, that otherwise immaturity and ontogenetic inability would not allow. Depending on the characteristics of the interaction between the child and the caregiver, they will be configured in the first, some attachment styles/patterns, that is, strategies of thought and behavior that the child develops to increase the probability of receiving care and protection from his attachment figure. With this work we hope to verify if the symbolic world of the story, as a translated experience of the processes related to attachment, allows the mother and the child to say in metaphor what is potentially threatening in the relationship of ongoing attachment. Active and interactive reflection of the adult and the child together, can facilitate knowledge, consciousness and therefore change. Through the symbolic world of the story, mother and child tell each other in a metaphor what is reasonable and acceptable to hear and express and what is instead, potentially threatening the state of their relation. Once clinical validity of the instrument is verified, we expect to build an integrated method for the secondary prevention of attachment style which would be in progress.</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Quando si parla di&nbsp;personalità&nbsp;si fa riferimento alle caratteristiche psichiche su cui si costruisce l’identità personale&nbsp;di un individuo, caratteristiche che lo distinguono dagli altri e ne determinano il comportamento e le relazioni personali. La personalità individuale si sviluppa lungo tutto il&nbsp;corso della&nbsp;nostra&nbsp;vita, modellandosi quando siamo piccoli e consolidandosi con la maturazione psicologica e cognitiva dell'adulto, influenzata e scandita dallo sviluppo di diversi aspetti del nostro io. La teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby, sostiene che nei piccoli esseri umani è presente una tendenza innata di ricerca di una figura adulta in grado di fornire cura e protezione, nei momenti di bisogno e pericolo. Ciò garantisce al neonato quella sopravvivenza che l’immaturità e l’incapacità ontogenetica di soddisfare i propri bisogni fisiologici non permetterebbero. A seconda delle caratteristiche dell’interazione tra il bambino e il caregiver si configureranno degli stili /pattern di attaccamento, ossia delle strategie di pensiero e di comportamento che il bambino sviluppa per aumentare la probabilità di ricevere cura e protezione dalle sua figura di attaccamento. Con questo lavoro ci si auspica di verificare se il mondo simbolico del racconto, quale <em>esperienza &nbsp;traslata</em> dei processi relativi all’attaccamento, permetta alla madre e al bambino, di dirsi in metafora che cosa risulta potenzialmente minaccia nella relazione di attaccamento in divenire attraverso un dispositivo di gruppo. La riflessione attiva ed interattiva dell’adulto e del bambino insieme, possono agevolare conoscenza, coscienza e quindi cambiamento. Attraverso il mondo simbolico del racconto, madre e bambino si dicono cosa è buono sentire ed esprimere e cosa, invece, risulta potenzialmente minacciante lo stato della relazione. Dalla verifica della validità clinica della metodologia ci si attende di costruire un metodo integrato per la prevenzione secondaria dello stile di attaccamento in divenire.</p> Milena Mazzara ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-14 2020-05-14 2 1 54 61 10.32069/pj.2020.1.67 Decision-making nei Pazienti sottoposti a Trattamento Dialitico https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/46 <p><strong>Introduction</strong>: Before becoming an object of cognitive science, the topic of decision-making has questioned thinkers from all ages and disciplines: philosophers, mathematicians, logicians, economists and more. More recent studies have highlighted the neuroscientific basis of decision-making and the complex cognitive strategies involved in economic and social decisions, such as gambling.</p> <p><strong>Aims</strong>: This paper aims to focus attention on the role of stress in influencing individuals’ decision-making skills, especially in situations of risk and uncertainty. In particular, if on the one hand it is intended to investigate the relationship between stress and decisions of dialysis patients, on the other hand it is intended to highlight the so-called disjunction effect according to which decision-making situations with an uncertain outcome may lead to violate the axioms of neoclassical rationality.</p> <p><strong>Method</strong>: Starting from an analysis of the literature on decision making, attention will be focused on stress factors that influence the decision making behaviour and cognitive strategies of the dialysis-treated patients.</p> <p><strong>Conclusion</strong>: The review highlights the need to further investigate the disjunction effect and opens the way to the possibility of conducting experimental research to verify the presence of this effect in the specific case of these patients.</p> <p>&nbsp;<strong>Keywords: </strong>decision-making; disjunction effect; caregivers; dialysis patients</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p><strong>Introduzione:</strong>&nbsp;Prima di diventare oggetto delle scienze cognitive, il tema del&nbsp;<em>decision-making</em>&nbsp;ha interrogato pensatori d’ogni epoca e delle discipline più diverse: filosofi, matematici, logici, economisti e altro ancora. Studi più recenti hanno cercato di far luce sulle basi neuroscientifiche del&nbsp;<em>decision-making</em>&nbsp;e sulle complesse strategie cognitive che intervengono nell’ambito di decisioni economiche e sociali, come ad esempio nel gioco d’azzardo.</p> <p><strong>Obiettivi:</strong>&nbsp;Questo paper intende portare l’attenzione sul ruolo dello stress nell’influenzare le capacità decisionali degli individui, soprattutto in situazioni di rischio e incertezza. In particolare, se da un lato si intende indagare la relazione tra stress e decisioni dei pazienti sottoposti a trattamento dialitico, dall’altro si vuole fare luce sul cosiddetto&nbsp;<em>effetto di disgiunzione</em>&nbsp;secondo cui situazioni decisionali dall’esito incerto possono indurre a violare gli assiomi della razionalità neoclassica.<br> <strong>Metodo</strong>: A partire da una analisi della letteratura sul&nbsp;<em>decision making</em>&nbsp;si focalizzerà l’attenzione sui fattori di stress che influenzano il comportamento decisionale e le strategie cognitive dei pazienti sottoposti a trattamento dialitico.</p> <p><strong>Conclusioni</strong>: La review evidenzia la necessità di approfondire le indagini relative all’effetto di disgiunzione e apre la strada alla possibilità di condurre una ricerca sperimentale volta a verificare la presenza di tale effetto nel caso specifico di tali pazienti.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>:&nbsp;decision-making; disjunction effect; caregivers; dialysis patients</p> Silvia Dell'Orco Martina Messina Anna Di Leva Giuseppina di Ronza Marco Letterese Tommaso Romitelli Margherita Rosato Barbara Vitulano Vania Costa ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-22 2020-05-22 2 1 72 77 10.32069/pj.2020.1.46 La disattivazione del sistema difensivo nel rispecchiamento dell’oggetto nella 3D Therapy® https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/66 <p>The work is a pilot study conducted on a small sample of nine subjects of different ages and psychological problems followed in psychotherapy with 3D Therapy®.&nbsp;The study proposes the effects of the manifestations of anxiety behaviors activated by the subjects placed in front of the 3D object which materializes the graphic representation of the dysfunctional emotional experience.&nbsp;The research examines the period of time from the presentation in the Cx phase of the 3D object for the next 10 minutes, a period in which the process of observation and detection of target behaviors manifested by individual subjects starts.</p> <p><strong>Keywords:</strong> Object search-eye direction -gaze fixation -deactivation defensive system -amigdala -medial and dorsolateral pre-frontal cortex</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Il lavoro è uno studio pilota condotto su un piccolo campione di nove soggetti di diversa età e problematiche psicologiche seguiti in psicoterapia con la 3D Therapy®.&nbsp;Lo studio propone gli effetti delle manifestazioni di comportamenti di ansia attivati dai soggetti posti di fronte all’oggetto 3D che materializza la rappresentazione grafica del vissuto emotivo disfunzionale.&nbsp;La ricerca prende in esame il periodo di tempo dalla presentazione nella fase Cx dell’oggetto 3D per i successivi 10 minuti, periodo nel quale si avvia il processo di osservazione e rilevazione dei comportamenti-bersaglio manifestati dai singoli soggetti.</p> <p><strong>Parole chiave:</strong> Ricerca dell'oggetto direzione dell'occhio -fissazione dello sguardo -disattivazione sistema difensivo -amigdala -mediale e corteccia prefrontale dorsolaterale</p> <p>&nbsp;</p> Mariannina Amato ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-07 2020-05-07 2 1 47 53 10.32069/pj.2020.1.66 Teoria, pratica e tecnica https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/55 <p>The stumbling blocks that a therapist experiences working with his clients are both technical and personal. This paper would like to be a "reminder" to help the therapists leaning on the theoretical postulates underpinning the phenomenological-existential gestalt therapy. In addition, we propose a self-evaluation method through which the therapist can monitor his experience (comprised by what the therapist is experiencing about him/herself, about the client and the therapeutic relationship) during each session. The aim is to practice a kind of self-supervision, to bring out the potential crux hindering the therapeutic process. We propose to look to the therapeutic treatment from the therapist's point of view. For this purpose, we suggest to the therapist to write his experience session by session, in order to create a sort of journal that will be used for analysis using the phenomenological-existential methodological framework. We expect that what emerges from the above-mentioned analysis could be faced referring to the pillars of phenomenological-existential Gestalt therapy, highlighting the infinite dialogue between practice&nbsp; and theory and the continuous rebound between what happens inside and what exists outside the inner world of the therapist and his practice.</p> <p><strong>Keywords</strong>: Psychotherapy, Gestalt, Phenomenological existential method, supervision, self-evaluation</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Gli ostacoli che un terapeuta sperimenta lavorando con i suoi clienti sono sia tecnici che personali. Questo documento vorrebbe essere un "promemoria" per aiutare i terapeuti ad appoggiarsi sui postulati teorici alla base della terapia gestaltale esistenziale-fenomenologica. Inoltre, proponiamo un metodo di autovalutazione attraverso il quale il terapeuta può monitorare la sua esperienza (compresa da ciò che il terapeuta sta sperimentando su se stesso, sul cliente e sulla relazione terapeutica) durante ogni sessione. Lo scopo è di praticare una sorta di auto-supervisione, per mettere in evidenza il potenziale punto cruciale che ostacola il processo terapeutico. Proponiamo di guardare al trattamento terapeutico dal punto di vista del terapeuta. A tale scopo, suggeriamo al terapeuta di scrivere la sessione di esperienza per sessione, al fine di creare una sorta di diario che sarà utilizzato per l'analisi utilizzando il quadro metodologico esistenziale-fenomenologico (Giorgi, 1985). Ci aspettiamo che ciò che emerge dall'analisi sopra menzionata possa essere affrontato riferendosi ai pilastri della psicoterapia Gestalt esistenziale-fenomenologica, evidenziando l'infinito dialogo tra pratica e teoria e il continuo rimbalzo tra ciò che accade dentro e ciò che esiste al di fuori del mondo interiore del terapeuta e la sua pratica. Gli ostacoli che un terapeuta sperimenta lavorando con i suoi clienti sono sia tecnici che personali. Questo documento vorrebbe essere un "promemoria" per aiutare i terapeuti ad appoggiarsi sui postulati teorici alla base della terapia gestaltale esistenziale-fenomenologica. Inoltre, proponiamo un metodo di autovalutazione attraverso il quale il terapeuta può monitorare la sua esperienza (compresa da ciò che il terapeuta sta sperimentando su se stesso, sul cliente e sulla relazione terapeutica) durante ogni sessione. Lo scopo è di praticare una sorta di auto-supervisione, per mettere in evidenza il potenziale punto cruciale che ostacola il processo terapeutico. Proponiamo di guardare al trattamento terapeutico dal punto di vista del terapeuta. A tale scopo, suggeriamo al terapeuta di scrivere la sessione di esperienza per sessione, al fine di creare una sorta di diario che sarà utilizzato per l'analisi utilizzando il quadro metodologico esistenziale-fenomenologico (Giorgi, 1985). Ci aspettiamo che ciò che emerge dalla suddetta analisi possa essere affrontato riferendosi ai pilastri della psicoterapia gestaltica esistenziale-fenomenologica, evidenziando l'infinito dialogo tra pratica e teoria e il continuo rimbalzo tra ciò che accade dentro e ciò che esiste al di fuori del mondo interiore del terapeuta e la sua pratica.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: Psicoterapia, Gestalt, metodo fenomenologia esistenziale, supervisione, autovalutazione</p> Paolo Quattrini Alessandro Cini ##submission.copyrightStatement## http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0 2020-05-22 2020-05-22 2 1 78 88 10.32069/pj.2020.1.55