https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/issue/feed Phenomena Journal - Giornale Internazionale di Psicopatologia, Neuroscienze e Psicoterapia 2019-12-08T00:00:00+00:00 Staff Phenomena Journal info@phenomenajournal.it Open Journal Systems <p>Phenomena Journal è un&nbsp;giornale&nbsp;semestrale redatto in double-blind peer-review (revisione in doppio cieco alla pari) rivolto ad esperti nei settori della Psicopatologia, delle Neuroscienze e della Psicoterapia. Il&nbsp;giornale&nbsp;ha l’obiettivo di pubblicare articoli, revisioni, ipotesi metodologiche di studio, articoli di opinione, prodotti da da nomi del panorama nazionale ed internazionale dei settori di interesse della rivista.&nbsp; In aggiunta il&nbsp;giornale&nbsp;ambisce a diffondere la cultura scientifica nei settori non esclusivamente accademici come ad esempio ambiti clinici non specializzati in progetti di ricerca.&nbsp;Il&nbsp;giornale, gestito dal gruppo di ricerca Phenomena, edito da Marp Edizioni, offre supporto editoriale attraverso una modalità disponibile e flessibile per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo della Ricerca Scientifica.&nbsp; Gli articoli sono disponibili al sito&nbsp;<a href="http://www.phenomenajournal.it/">www.phenomenajournal.it</a>&nbsp;e sono coperti da licenza Open Access.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/7 La violenza: tra mente e cervello 2019-10-16T09:22:06+00:00 Massimo Lattanzi aipcroma@gmail.com <p>The present study&nbsp;has been aimed at verifying the hypothesis according to which the painless and unprocessed losses together with the narcissistic illusion of family perfection were the main matrix of dysfunctional, violent relationship patterns and dependent personalities.In the specific the study conducted on a total sample of 140 subjects (the test sample of 70 subjects, 14 to 72 years old - 58% females and 42% males, living or having experienced dysfunctional relationships and who subsequently acted and/or suffered violence and 70 subjects for the control sample, between 16 and 70 years - 60% females and 40% males, who live or have experienced dysfunctional relationships but who have not acted or suffered violence), who committed or suffered violence, has the goal to examine the incidence of a traumatic event non elaborated can have on the personality, on the relationships and on generational transmissions of the violence. To lead this study, the multidisciplinary team of the Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia used the protocol which provide clinics conversations, instruments psychophysiological valuations "biofeedback" and a lot of specific&nbsp;psicodiagnostic tests for the valuation of the personality and of the relationships with parents. This protocol integrated, which use a psychological training in addition to the others instruments (clinical interviews, psychological evaluation, biofeedback, body therapy, group therapy or family therapy), allowed to the recipients to reduce the relaps risk for the dysfunctional relationships of 70%, by contributing to the contrast of the generational transmission of the violence.</p> <p><strong>Keywords</strong>: Violence, Stalking, Mind, Brain, A.I.P.C., Offender</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Il presente studio è stato volto a verificare l’ipotesi secondo la quale le perdite dolorose non elaborate insieme all’illusione narcisistica della perfezione familiare fossero le matrici principali di modelli relazionali disfunzionali, violenti e di personalità dipendenti.</p> <p>Nello specifico, la ricerca condotta su un campione complessivo di 140 soggetti (il campione sperimentale composto da 70 soggetti, tra i 14 e i 72 anni - 58% femmine e il 42% maschi, che vivono o hanno vissuto relazioni disfunzionali&nbsp; e che in seguito hanno agito e/o subito violenza e 70 soggetti per il campione di controllo, tra i 16 e i 70 anni - 60% femmine e il 40% maschi, che vivono o hanno vissuto relazioni disfunzionali ma che contrariamente non hanno agito o subito violenza), ha come obiettivo quello di esaminare l’incidenza che un evento traumatico non elaborato, come un lutto o un abbandono, può avere sulla personalità, sulle relazioni e sulla trasmissione generazionale della violenza. Per condurre la ricerca, l’equipe multidisciplinare dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia si è avvalsa del suo protocollo che prevede colloqui clinici, strumento di valutazione psicofisiologica “biofeedback” e una batteria di test psicodiagnostici specifica per la valutazione della personalità e delle relazioni con le figure genitoriali. Il protocollo integrato, che oramai da diversi anni è una metodologia di cui si avvale l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, che affianca all’utilizzo dei suddetti strumenti un training psicologico (colloqui clinico, valutazione psicologica, biofeedback, psicoterapia corporea, terapia di gruppo o con le famiglie), ha permesso ai destinatari di ridurre il rischio di recidiva per le relazioni disfunzionali del 70%, contribuendo al contrasto della trasmissione generazionale della violenza.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: Violenza, Stalking, Mente, Cervello, A.I.P.C., Autori violenza</p> 2019-10-11T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/45 ANALISI FENOMENOLOGICA GESTALTICA DELL'ESPERIENZA ESSENZIALE DELLA RABBIA 2019-10-16T09:43:45+00:00 Vitalba Casano ricercasipgitrapani@gmail.com Giusy Castiglia ricercasipgitrapani@gmail.com Elena Gigante gigantelena@gmail.com Valentina Maltese ricercasipgitrapani@gmail.com Claudia Montalbano ricercasipgitrapani@gmail.com Laura Zichichi ricercasipgitrapani@gmail.com Arturo Claudio Sala ricercasipgitrapani@gmail.com <p>ABSTRACT</p> <p>According to an actual epistemology it is possible to do a scientific work starting from a direct perspective so that, even if the objective approach has been considered as synonymous of scientifically correct, the “subjective” approach will be necessarily based on the direct observation of the experience itself. The phenomenological approach considers emotion as a peculiar consciousness phenomenon different from pure thinking: it aims to establish emotion comprehension on objective basis. Emotion is not an idea or a thought, it is the very inception and it has pre-rational nature.The phenomenological approach becomes an essential condition for a scientific method of analysis. One of the main principles of the Gestalt Theory is that the Self “gets to-gether” when it becomes a whole form together with the world&nbsp; thus the phenomenological approach becomes the true and natural technique to get a scientific knowledge of perception, or the way the Self enters in contact with the world. The Gestalt-therapy is based on: consciousness development, experimental approach, to work here and now, the phenomenological practice, to work with incarnation. This methodological approach of the Gestalt-therapy arises from the purpose to integrate all emotional experience perceived by the subject, connecting perception with thinking and therefore with feelings. The objective is to shape the phenomenological research on the gestalt principles and on an integrated methodology. The focus was especially brought on the subjective description of anger as emotional experience, distinguishing five prototypes: Explosive Anger, Underestimating Anger, Manipulative Anger, Daring Anger and Refusal Anger.</p> <p><strong>KEYWORDS</strong></p> <p>Phenomenological approach; gestalt attitude; emotion, anger, subjective experience.</p> <p>&nbsp;ABSTRACT IN ITALIANO</p> <p>Secondo un’attuale epistemologia è possibile fare scienza a partire dalla prospettiva in prima persona quindi, sebbene tradizionalmente l'approccio oggettivo in terza persona è stato considerato sinonimo di scientificità, un approccio "soggettivo" partirà da un metodo di osservazione dell'esperienza in prima persona. Al centro di questo rinnovato discorso sulla conoscenza c’è la fenomenologia che rifiuta l’introspezione e si concentra sulla ricerca delle strutture stabili dell’esperienza cercando di organizzare la soggettività in dati trattabili scientificamente. In una prospettiva gestaltica, il metodo fenomenologico diventa condizione imprescindibile dell’approccio scientifico. Essendo la Teoria della Gestalt una scienza del contatto, dell’"essere con", e considerando come il sé emerge nel contatto con il mondo, il metodo fenomenologico ne diventa una naturale metodologia d’indagine poiché si pre-occupa di rendere scientifico il modo di percepire il mondo, ovvero di entrare in contatto con esso. L'atteggiamento fondante la Gestalt Therapy si presenta nei seguenti concetti cardine: lo sviluppo della consapevolezza, l'atteggiamento sperimentale, lavorare nel qui e ora, la pratica fenomenologica, lavorare con l'incarnazione. Alla base di tale prassi metodologica vi è l'obiettivo di integrare i vari aspetti dell'esperienza emozionale percepita dall'individuo, pertanto per la Gestalt Therapy è indispensabile connettere le sensazioni con il pensiero e sentimenti. L’obiettivo del contributo è stato quello di declinare la ricerca fenomenologica secondo una lettura di impronta gestaltica elaborando una metodologia integrata. In questo contributo si è cercata la descrizione in prima persona dell’esperienza emozionale della rabbia, individuando cinque prototipi principali: Rabbia Esplosiva, Rabbia Svalutante, Rabbia Manipolativa, Rabbia di sfida e Rabbia rifiutante.</p> <p><strong>PAROLE CHIAVE</strong></p> <p>Metodo fenomenologico, atteggiamento gestaltico,emozioni, rabbia, esperienza soggettiva.</p> 2019-10-16T09:16:15+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/58 Il funzionamento della personalità secondo il DSM-5: DPA e SCID-5-AMPD 2019-10-25T10:09:31+00:00 Laura Rapanà laura.rapana@tin.it Claudio Barbaranelli claudio.barbaranelli@uniroma1.it <p>In 2013, with the latest edition of the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, an alternative section was introduced that enriched the evaluation of a dimensional aspect and this, in addition to the unleashing of criticism, has also stimulated many field and clinical researchers. In fact, during these years the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder-5 has favored the creation of diagnostic tools also for this alternative model. The focus of the attention regarding dimensionality is the Criterion A, where the Level of Personality Functioning Scale is proposed to define and evaluate the seriousness of the personality pathology.In the present work, we have chosen two points of view to evaluate the personality functioning as described by the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder-5, through two different methods of data recording to give the opportunity to grasp aspects that might complete the clinical picture in a comprehensive way, for an assessment more and more efficient. On one hand, we used the Dimensional Personality Assessment Test, filled out directly by the patient in self-assessment; on the other hand, we used the structured clinical interview for the Level of Personality Functioning Scale - Module I, included in the Structured Clinical Interview for the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder-5 Alternative Model for Personality Disorders, performed by the clinician to the patient. A clinical case is reported in which the results of both instruments showed convergence and marked the start of a research project.</p> <p>&nbsp;<strong>KEYWORDS</strong></p> <p><strong>Level of Personality Functioning Scale, dimensional Assessment, Dimensional Personality Assessment Test, Structured Clinical Interview for the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder-5 Alternative Model for Personality Disorders, Integration</strong></p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p style="text-align: justify;">Nel 2013, con l’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è stata introdotta una sezione alternativa che ha arricchito la valutazione di un aspetto dimensionale e ciò, oltre allo scatenarsi di critiche, ha stimolato anche molti studiosi del campo e clinici. Di fatto,la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali ha favorito, nel corso di questi anni, la creazione di strumenti diagnostici anche per questo modello alternativo. Oggetto di attenzione rispetto alla dimensionalità è il Criterio A, dove è proposta la Scala del livello di Funzionamento della Personalità (<em>Level of Personality Functioning Scale</em>) che serve a definire e a valutare la gravità della patologia della personalità. Nel presente lavoro abbiamo scelto due prospettive per valutare il funzionamento della personalità così come descritto nella quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, attraverso due modalità differenti di registrazione dei dati per dare l’opportunità di cogliere aspetti che completino il quadro clinico in modo esauriente, per un <em>assessment </em>sempre più efficiente. Da un lato, abbiamo utilizzato il Test <em>Dimensional Personality Assessment</em>, compilato direttamente dal paziente in autovalutazione, dall’altro, abbiamo utilizzato l’intervista clinica strutturata per la Scala del livello di funzionamento della personalità - Modulo I, incluso nell’Intervista Clinica Strutturata per il modello alternativo dei disturbi di personalità del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5, effettuata dal clinico al paziente. É riportato un caso clinico in cui i risultati di entrambi gli strumenti hanno evidenziato convergenza e che ha segnato l’avvio di un progetto di ricerca.</p> <p><strong>PAROLE CHIAVE</strong></p> <p><strong>Scala del livello di funzionamento della personalità, Assessment dimensionale, Test<em>Dimensional Personality Assessment</em>, Intervista Clinica Strutturata per il Modello Alternativo dei Disturbi di Personalità del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali-5, Integrazione.</strong></p> 2019-10-25T09:27:58+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/37 Esiste ancora l’isteria? 2019-10-30T08:57:13+00:00 Rosaria Lisi rosarialisi@gmail.com <p style="text-align: justify;">The article analyzes some motivations of the disappearance of hysteria, retracing the novelties of the Freudian theory of hysteria (and the rereading of feminist theories), comes to a phenomenological-relational reinterpretation of hysterical symptomatology. This perspective, which focuses on the experiences (and not on the symptoms) of the disease, allows to diagnose the pathology even when hidden by simulating other psychic pathologies to set the most suitable therapeutic path.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Keyword </strong></p> <p style="text-align: justify;">Hysteria. &nbsp;Psychotherapy. &nbsp;Gestalt Therapy. &nbsp;Phenomenological - relational diagnosis</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p style="text-align: justify;">L’articolo analizza alcune delle motivazioni dell’apparente scomparsa della patologia e, ripercorrendo le novità della teoria freudiana dell’isteria (e la rilettura delle teorie femministe), approda ad una rilettura fenomenologico-relazionale della sintomatologia isterica. Una tale lettura, che pone il <em>focus </em>sui vissuti (e non sui sintomi) della paziente, permette di diagnosticare la patologia anche quando si nasconde simulando altre patologie psichiche e di conseguenza di impostare il percorso terapeutico più idoneo.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Parole chiave</strong></p> <p style="text-align: justify;">Isteria. Psicoterapia. Gestalt Therapy. Diagnosi fenomenologico - relazionale.</p> 2019-10-30T08:55:50+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/50 Alle radici del senso di Sé 2019-11-02T08:57:20+00:00 Alfonso Davide Di Sarno alfonsodavide.disarno@outlook.it Vania Costa costa.psicoterapeuta@gmail.com Rita Di Gennaro rdg@hotmail.it Giuseppina Di Leva ricercasipgi@gmail.com Irene Fabbricino ricercasipgi@gmail.com Daniela Iennaco danielaiennaco@gmail.com Teresa Longobardi teresalongobardi11@gmail.com Martina Messina dr.martinamessina@gmail.com Enrico Moretto enrico.more@gmail.com Lucia Luciana Mosca moscaluciana@libero.it <p>To define the Self is extremely complex, because the same nature of the object that we propose ourselves to study, if it is relatively difficult to say what is not, the task to explain it becomes extremely arduous if we try to define what it is. The more developed and known field of the neuroscience is in fact the one that studies the phenomenon of the conscience and the sense of himself on the pathological depositor, when as a result of cerebral lesions, degenerative diseases and/or incidents events some part of the brain, as a result of the damage, become inactive, creating a structural change of the cerebral functions, the emotional management and the identity. The study of the conscience and emerging of Self has always implied a “reduction”: the identity, is reduced to an artifact semantic linguistic/or a function of self monitoring. In this article some of the most credited theories about the emerging of the self awareness in early childhood and its neurobiological basis are brought back, in order to succeed to define in which way these theories have influenced the way we conceive the psycopathogenesis and the modalities of treatment tied to psychic disorders.</p> <p><strong>Keywords:</strong> Sense of Self, neuroscience, embodiment, body awareness</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Definire il Sé è estremamente complesso, per la natura stessa dell’oggetto che ci proponiamo di studiare, poiché se è relativamente difficile dire cosa&nbsp;<em>non</em>&nbsp;è, il compito diviene estremamente arduo se si prova a definire cosa&nbsp;<em>è</em>. Il settore delle neuroscienze&nbsp; più sviluppato e conosciuto è in effetti quello che studia il fenomeno della coscienza e del senso di sé sul versante patologico, quando a seguito di lesioni cerebrali, malattie degenerative e/o eventi incidentali alcune parti del cervello, a seguito del danno, divengono inattive, andando a configurare un cambiamento strutturale delle funzioni cerebrali, della gestione emotiva e dell’identità.&nbsp;Lo studio della coscienza e dell’emergere del Sé ha sempre implicato una “riduzione”: l’identità, &nbsp;vengono ridotti ad un artefatto linguistico/semantico o ad una funzione di automonitoraggio.&nbsp;Per arrivare a definire questi concetti, appare necessario studiare la consapevolezza corporea, ossia la percezione di possedere il proprio corpo e tutte le parti che lo compongono, che per necessità di studio viene divisa in schema e immagine corporea, ossia: lo schema percettivo legato al processo di localizzazione spaziale compiuto dal sistema nervoso, inconsapevole, e la rappresentazione conscia delle caratteristiche percepite del proprio corpo.&nbsp;In questo articolo vengono riportate alcune delle più accreditate teorie concernenti l’emergere dell’ autoconsapevolezza nella prima infanzia e i suoi correlati neurobiologici, per poi arrivare a definire in che modo queste teorie hanno influenzato il modo di concepire la psicopatogenesi e le modalità di trattamento legate a disturbi psichici.</p> <p>&nbsp;<strong>Parole chiave:</strong> Senso di Sé, neuroscienze, embodiment, consapevolezza corporea</p> 2019-11-02T08:53:45+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/51 Personalità: Neuroscienze, Psicopatologia e Psicoterapia 2019-11-05T13:40:49+00:00 Daniela Iennaco danielaiennaco@gmail.com Lucia Luciana Mosca moscaluciana@libero.it Teresa Longobardi teresalongobardi11@gmail.com Nicole Nascivera nicole.nascivera@gmail.com Alfonso Davide Di Sarno alfonsodavide.disarno@outlook.it Enrico Moretto enrico.more@gmail.com Yari Mirko Alfano yarimirko@gmail.com Carmen Giannetti ricercasipgi@gmail.com Tilde Annunziato tilde.annunziato@gmail.com Teresa Amato ricercasipgi@gmail.com Martina Messina dr.martinamessina@gmail.com <p><strong><u>B</u></strong><strong><u>ackground</u></strong><strong>: </strong>This article analyzes the current conceptualization of the personality construct, in until now prevalently understood in a psychopathological key, through categorical classification systems such as the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM). Subsequently, is presented an alternative perspective to the predominant and monolithic one, such as that offered by the Gestalt phenomenological approach: it identifies the constitutive elements of the personality, biological, relational and environmental/social, in order to identify&nbsp; maladaptive personality functioning. In view of a “stratified medicine” system, we support the idea that the need for therapeutic treatments is based on the integration of the current diagnostic-categorical classification systems with a holistic view of the individual is supported.</p> <p><strong><u>C</u></strong><strong><u>onclusions</u></strong><strong>: </strong>This work aims to supports the phenomenological vision as a theoretical basis for a medium and long-term scientific study of personality, supported by the use of psychometric, biometric and neuroscience tools in the evaluation and treatment phases.</p> <p><strong>Keyword</strong>: Personality, Neuroscience, Psychopathology, Psychotherapy.</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p><strong><u>Contesto</u></strong>: Questo articolo analizza l’attuale concettualizzazione del costrutto della personalità, fino ad ora prevalentemente inteso in chiave psicopatologica, attraverso sistemi di classificazione categorici come il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Successivamente, viene presentata una prospettiva alternativa a quella predominante e monolitica, offerta dall'approccio fenomenologico:&nbsp; esso identifica gli elementi costitutivi della personalità, biologici, relazionali e ambientali / sociali, al fine di identificarne il funzionamento disadattivo. In vista di un sistema di “medicina stratificata”, si sostiene la necessità di trattamenti terapeutici basati sull'integrazione degli attuali sistemi di classificazione diagnostico-categoriale con una visione olistica dell'individuo.</p> <p><u><strong>Conclusioni</strong>:</u> Questo lavoro mira a supportare la visione fenomenologica come base teorica per uno studio scientifico a medio e lungo termine della personalità, supportato dall'uso di strumenti psicometrici, biometrici e neuroscientifici nelle fasi di valutazione e trattamento.</p> <p><strong>Parole chiave: </strong>Personalità, Neuroscienze, Psicopatologia, Psicoterapia.</p> 2019-11-05T13:40:49+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/60 Dal "vuoto" al "vuoto fertile" 2019-11-13T09:34:31+00:00 Letizia Cacciabaudo cipposebi@libero.it Melina Carrubba melinacarrubba@gmail.com Sebastiana Cipponeri cipposebi@libero.it Angela Ciulla cipposebi@libero.it Paola Errera cipposebi@libero.it Lijia Genovese cipposebi@libero.it Elena Gigante gigantelena@gmail.com Milena Mazzara mazzaramilena@gmail.com Isabella Oddo cipposebi@libero.it Salvatore Renda cipposebi@libero.it <p>In the twentieth century, Existentialism brings about a radical change in the history of thought. According to such approach the most crucial issue is not the search for Truth, but rather what each individual wants to do with one’s own existence. With Husserl, Existentialism becomes Phenomenology, the theory of intentional perception according to which each organism, through perception, gives structure and meaning to the world. This perspective supports a dynamic way of being and makes space for the “I” and the “You”, thus knowledge becomes intersubjective. Constructivism is consistent with existentialism as it introduces the concept of narrative truth rather than absolute truth. Narrative truth emerges in a space that in the Gestalt tradition is called void, in this instance, fertile void. This void is where things happen, where they can develop. Thus, avoiding the void interrupts the continuous and natural process of existence. Considering void a hardly definable, subjective experience, the idea of the current research arises from the desire to identify a common phenomenology to the experience of the fertile void. In this study shall use the method of phenomenological analysis to describe such experience. The group shall meet to reflect upon the way inwhich the fertile void is experienced how the perception of self and of the environment changes, and upon the experience of contact when void is felt and sensed. shall be organized systematically in order to build a methodological tool for a common conceptualization of theexperience of the “fertile void”.</p> <p><strong>Keywords</strong>: emptiness, fertile emptiness, phenomena, process</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>Nell’ottocento un cambiamento radicale nella storia del pensiero avviene con l’esistenzialismo. Secondo tale teoria il problema più importante non è la ricerca della verità ma cosa ognuno vuole fare della propria esistenza. Con Husserl, l’esistenzialismo diventa fenomenologia, la teoria della percezione intenzionale in cui l’organismo percependo dà struttura e senso al mondo. Questa visione supporta un modo d’essere dinamico in cui c’è spazio per l’Io-Tu, pertanto la conoscenza diventa intersoggettiva. Anche il costruttivismo introduce il concetto di verità narrativa e non di verità assoluta. La verità narrativa emerge in uno spazio che nella tradizione gestaltica si chiama vuoto, nello specifico vuoto fertile, quel vuoto dove avvengono le cose, dove si possono sviluppare. Per Perls il vuoto è “un ponte tra l’evitamento e il contatto”; evitare il vuoto è quindi interrompere il continuo e naturale processo dell’esistenza. Essendo il vuoto un’esperienza soggettiva di difficile definizione, l’idea della ricerca nasce dal desiderio di individuare una fenomenologia comune all’esperienza del vuoto fertile. Questo studio si propone di utilizzare il metodo di analisi fenomenologica per descrivere tale esperienza. Il gruppo di lavoro si confronterà sul modo in cui viene esperito il vuoto fertile nel setting terapeutico e come si modificano la percezione di se stessi, dell’ambiente e l’esperienza di contatto, quando si esperisce il vuoto. Si procederà ad una sistematizzazione degli elementi comuni rilevati dalla descrizione dell’esperienza del vuoto e alla costruzione di uno strumento metodologico per una concettualizzazione comune dell’esperienza di “vuoto fertile”.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Parole chiave</strong>: vuoto, vuoto fertile, fenomenologia, processo</p> 2019-11-13T09:34:30+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/49 Il grado zero dell’empatia 2019-11-16T10:21:53+00:00 Nicole Nascivera nicole.nascivera@gmail.com Tilde Annunziato tilde.annunziato@gmail.com Martina Messina dr.martinamessina@gmail.com Anna Di Leva ricercasipgi@gmail.com Marco Letterese marco.letterese@hotmail.com Yari Mirko Alfano yarimirko@gmail.com <p>Empathy is a multidimensional construct that develops on two levels: an affective level and a cognitive level. Recent studies have shown that empathic abilities are compromised in some specific cases. Psychopathy, in particular, is characterized by a total absence of affective empathy. Subjects with a diagnosis of psychopathy would seem, however, to possess the skills related to cognitive empathy. The main areas involved in empathic processes are the anterior cingulate cortex and the anterior insula. This work, starting from a careful analysis of the previous scientific literature, has made it possible to raise awareness of the impossibility, with psychopathic subjects, to develop therapeutic plans based on contact and management of emotions. Therefore, the possibility of creating a therapeutic plan aimed at strengthening empathic abilities in psychopathic subjects has been hypothesized. In conclusion, we highlight the possibility of using meditative techniques and mindfulness to increase the self-awareness of these subjects. Starting from these assumptions we hypothesize the need to investigate the effectiveness of these techniques in the treatment of subjects diagnosed with psychopathy, starting from the scientific results reported by studies in the neurobiological field.</p> <p><strong>Key words</strong>: empathy, empathic processes, psychopathy, mindfulness.</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p>L’empatia è un costrutto multidimensionale che si sviluppa su due livelli: un livello affettivo e un livello cognitivo. Studi recenti hanno dimostrato che le abilità empatiche risultano compromesse in alcuni casi specifici. La psicopatia, in particolare, è caratterizzata da una totale assenza di empatia affettiva. I soggetti con una diagnosi di psicopatia sembrerebbero, però, in possesso delle abilità relative all’empatia cognitiva. Le principali aree coinvolte nei processi empatici sono la corteccia cingolata anteriore e l’insula anteriore. Questo lavoro, a partire da una attenta analisi della letteratura scientifica pregressa, ha permesso di consapevolizzare l’impossibilità, con soggetti psicopatici, di elaborare piani terapeutici basati sul contatto e la gestione delle emozioni. Quindi, si è ipotizzata la possibilità di creare un piano terapeutico volto al potenziamento delle abilità empatiche nei soggetti psicopatici.In conclusione, si evidenzia la possibilità di servirsi di tecniche meditative e della mindfullness per l’incremento dell’autoconsapevolezza di tali soggetti. Partendo da tali assunti si ipotizza la necessità di indagare l’efficacia di tali tecniche nel trattamento dei soggetti con diagnosi di psicopatia, a partire dai risultati scientifici riportati dagli studi in ambito neurobiologico.</p> <p><strong>Parole chiave:</strong> empatia, processi empatici, psicopatia, mindfullness.</p> 2019-11-16T10:21:53+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/68 L’integrazione delle Tecniche Cognitivo-Comportamentali e Gestaltiche nel lavoro con lo Spettro Autistico 2019-12-05T10:34:40+00:00 Lorena Perrone lorenaperrone@libero.it Elena Gigante gigantelena@gmail.com <p>The proposal of integration between cognitive-behavioral and gestalt techniques arises from the need to design an intervention line that respects precise criteria both in theory and in practice, for the psychotherapist in the work with the subjects with autism. The work done with the disabilities requires continuous strategies to be reinvented and sewed on the patient in the "here and now". All this seems to be essential from the integrated approach, which offers continuous ideas and confirmations, not only on a theoretical but above all practical level. The integration into the technique consists precisely in the design of a work plan that allows work on several fronts, considering the totality of the subject and his needs, framing it in a specific moment of its development, in relation to the environment and the caregivers. Cognitive-behavioral techniques referring to the applied analysis of A.B.A. they integrate with the Gestalt intervention, the levels of experience together with the contact functions allow the construction of a clear and functional intervention protocol. The application of these integrated methods allows us to carefully articulate the work of the psychotherapist and other professionals in helping relationships, providing a safe container for the family and the child, for a global management.</p> <p>&nbsp;<strong>Keyword</strong>: Autism, Integration, Gestalt</p> <p>&nbsp;<strong>Abstract in italiano </strong></p> <p>La proposta d’integrazione tra le tecniche cognitivo-comportamentali e gestaltiche nasce dall’esigenza di progettare una linea d’intervento che rispetti precisi criteri sia nella teoria che nella pratica, per lo psicoterapeuta nel lavoro con i soggetti con spettro autistico. Il lavoro svolto con le disabilità richiede continue strategie da reinventare e cucire addosso al paziente nel “qui e ora”. Tutto ciò sembra essere imprescindibile dall’approccio integrato, che offre continui spunti e conferme, non solo sul piano teorico ma soprattutto pratico. L’integrazione nella tecnica, consiste proprio nella progettazione di un piano di lavoro che permetta di lavorare su più fronti, considerando la totalità del soggetto e dei suoi bisogni, inquadrandolo in un momento specifico del suo sviluppo, in relazione all’ambiente e alle figure di riferimento. Le tecniche cognitivo-comportamentali, riferite all’analisi applicata del comportamento A.B.A., si integrano con l’intervento gestaltico, i livelli di esperienza insieme alle funzioni di contatto permettono la costruzione di un protocollo d’intervento chiaro e funzionale. L’applicazione di queste metodologie integrate permette di articolare con cura il lavoro dello psicoterapeuta e di altri professionisti delle relazioni d’aiuto fornendo un contenitore sicuro per la famiglia e il bambino, per una presa in carico globale.</p> <p><strong>Parole chiave</strong>: Autismo, Integrazione, Gestalt</p> 2019-12-05T10:34:40+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/59 Sintomi positivi: quali trattamenti possibili? 2019-11-14T15:18:26+00:00 Sabrina Bisogno sabrinabisogno@hotmail.it Paola Falanga info@paolafalanga.it <p>When we talk about serious patients, we certainly refer to those patients who present a symptomatology of schizophrenic type. Often psychotherapy in these cases is considered marginal, aimed at catching the signs of a worsening or helping the patient and his family to live with the disorder. But the evidence in the literature tells us that patients often refuse or stop drug treatment. Is it conceivable in these cases an alternative treatment to pharmacological therapy that allows the engagement of the patient and which allows the containment of positive symptoms? The present work has a dual purpose: on the one hand to collect and report on the efficacy of non-pharmacological treatments, on the other to question the nature of psychotherapeutic interventions that are currently effective in the treatment of positive symptoms and therefore hypothetically transposable in cases of refusal or interruption of the drug. Specifically, this work focuses on the psychotherapeutic treatment of auditory hallucinations. The data collected highlight the possibility of not merely pharmacological interventions and underline that the therapeutic approaches of a psychological nature for the treatment of hallucinations have evolved over time, passing from interventions focused on behaviour and on the management of the "problem" to interventions that include application of approaches based on acceptance and mindfulness.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p><strong>KEYWORDS</strong></p> <p>Cognitive Behaviour Therapy, auditory hallucinations, psychosis, mindfulness, normalization</p> <p><strong>ABSTRACT IN ITALIANO</strong></p> <p>Quando si parla di pazienti gravi si fa sicuramente riferimento anche a quei pazienti che presentano un quadro sintomatologico riconducibile allo spettro della schizofrenia. Spesso la psicoterapia in questi casi è considerata marginale, finalizzata a cogliere le avvisaglie di un peggioramento o ad aiutare il paziente e la sua famiglia a convivere con il disturbo. Ma le evidenze della letteratura ci dicono che non di rado i pazienti rifiutano o interrompono il trattamento farmacologico. È pensabile in questi casi un trattamento alternativo alla terapia farmacologica che consenta l’aggancio del paziente e che permetta il contenimento dei sintomi positivi? Il presente lavoro ha un duplice scopo: da una parte quello di raccogliere e riportare dati riguardanti l’efficacia di trattamenti non farmacologici, dall’altra interrogarsi sulla natura degli interventi psicoterapeutici che risultano attualmente efficacinel trattamento dei sintomi positivi e dunque ipoteticamente trasponibili nei casi di rifiuto o interruzione del farmaco. Nello specifico il presente lavoro si focalizza sul trattamento psicoterapeutico delle allucinazioni uditive. I dati raccolti evidenziano la possibilità di interventi non meramente farmacologici e sottolineano che gli approcci terapeutici di natura psicologica, per il trattamento delle allucinazioni, si sono nel tempo evoluti passando da interventi focalizzati sul comportamento e sulla gestione del “problema” ad interventi che includono l'applicazione di approcci basati sull’accettazione e sulla mindfulness.</p> <p>&nbsp;<strong>PAROLE CHIAVE</strong></p> <p>Psicoterapia cognitivo comportamentale, allucinazioni uditive, psicosi, mindfulness, normalizzazione</p> 2019-11-14T15:13:51+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/62 La clinica attuale in psicoanalisi dell’infanzia e dell’adolescenza 2019-11-15T09:32:36+00:00 Carmela Guerriera carmela.guerriera@unicampania.it Daniela Cantone daniela.cantone@unicampania.it <p>The authors begin their dissertation starting from an epistemological question at the center of the scientific interest of contemporary psychoanalytic research, that is to say if in the current clinic we can identify new expressions of codified psychopathologies or we must, instead, think of new categories. Through an examination of the most recent psychoanalytic literature, they propose a reading key of the "current clinic" citing authors for whom the "current neuroses" seem to recur through psychosomatic or somatopsychic manifestations;pre-symbolic or a-symbolic psychic functioning, psychic two-dimensionality, adhesiveness and some "acts", such as attacks on the body so stigmatizing adolescence, where the subject is put in check by the impossibility to remove and to represent himself in a après-coup, a traumatic experience. Following these lines of research and taking up the heuristic value of the concept of unrepressed unconscious, it is hypothesized that in the current clinic an invariant psychism is expressed, of not becoming, but also of the current in the Freudian sense, in which the repeated search for pleasure prevails sensual, rhythmic. The new scenarios of mental suffering describe subjects without significant "words", a representation of themselves that springs from a true encounter with the Other by itself, with extraneous, disturbing aspects, waiting to be perceived, tolerated, thought out and perhaps integrated,but which are instead evacuated, projected together with a sense of self into a virtual dimension (via smartphone, tablet) experienced as a truer reality than tangible reality, and yet not definable as a hallucinatory delusion. Some authors detect the change in becoming a subject and the means to express it, and consequently in psychic configurations and organizations.</p> <p>&nbsp;<strong>KEYWORDS</strong></p> <p>Actualneurosis, a-symbolicpsychic functioning, psychopatology of the linking, process of subjectivation</p> <p><strong>ABSTACT IN ITALIANO</strong></p> <p>Le Autrici iniziano la loro dissertazione partendo da un quesito epistemologico al centro dell’interesse scientifico della ricerca psicoanalitica contemporanea, vale a dire se nella clinica attuale si possano individuare nuove espressioni delle psicopatologie codificate o si debba, invece, pensare a nuove categorie. Attraverso una disamina della letteratura psicoanalitica più recente, elle propongono una chiave di lettura della "clinica attuale" citando autori per i quali le "nevrosi attuali" sembrano ripresentarsi attraverso manifestazioni psicosomatiche o somatopsichiche; funzionamenti psichici pre-simbolici o a-simbolici, bidimensionalità psichica, adesività e alcuni "agiti”, come gli attacchi al corpo così stigmatizzanti l'adolescenza, laddove il soggetto è messo in scacco dall'impossibilità di rimuovere e di rappresentare-si in un après-coup, un vissuto traumatico. Seguendo queste linee di ricerca e riprendendo il valore euristico del concetto di inconscio non rimosso, viene ipotizzato che nella clinica attuale si esprima uno psichismo invariante, del non divenire, ma anche dell'attuale in senso freudiano, in cui prevale la ricerca ripetuta del piacere sensuale, ritmico. I nuovi scenari della sofferenza psichica descrivono soggetti privi di "parole" significanti, di una rappresentazione di sé che scaturisca da un vero incontro con l'Altro da sé, con gli aspetti estranei, inquietanti, in attesa di essere percepiti, tollerati, pensati e forse integrati, ma che vengono, invece, evacuati, proiettati insieme al senso di sé in una dimensione virtuale (attraverso smartphone, tablet) vissuta come realtà più vera della realtà tangibile, e tuttavia non definibile come delirio allucinatorio. Alcuni autori rilevano il cambiamento nel divenire soggetto e dei mezzi per esprimerlo, e conseguentemente nelle configurazioni e organizzazioni psichiche.</p> <p>&nbsp;<strong>PAROLE CHIAVE</strong></p> <p>Nevrosi attuali, funzionamento psichico a-simbolico, psicopatologia del legame, soggettivazione</p> 2019-11-15T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/65 Sofferenza mentale e cambiamento psichico in contesti non clinici 2019-11-18T11:13:08+00:00 Marco Architravo marco.architravo@gmail.com Massimiliano Troisi troisimassimiliano@gmail.com Daniela Cantone daniela.cantone@unicampania.it <p>The authors propose a reflection on how psychic change can also occur in non-clinical contexts, when a critical event involves the intervention of institutions attentive to psychological aspects. An emblematic example is the questioning of parenting skills within juvenile court proceedings. The integrated approach, between normative needs and psychological phenomena, if on the one hand suggests a reorganization of the functions of breeding and care, but also opportunities, on the other hand allows a reformulation of parts of one's personal and parental identity. In particular it describes what happens when the intervention of the Judicial Authority, together with that of the social and social health services, takes on the function of supporting and resolving the crisis rather than the exclusive judgment and control. By reading the guideline currently applicable in force concerning psychological pathways for the strengthening of critical parenting, the salient phases that characterize the judicial procedure as a moment within which new emotional resonances and renewed awareness of processes can emerge of change</p> <p><strong>KEY WORDS</strong>: Psychic suffering, parenting skills, legal context, integrated approach</p> <p><strong>ABSTRACT IN ITALIANO</strong></p> <p>Gli autori propongono una riflessione su come il cambiamento psichico possa avvenire anche in contesti non clinici, quando un evento critico comporta l’intervento di organi istituzionali attenti agli aspetti psicologici. Un esempio emblematico è quello della messa in discussione delle capacità genitoriali all’interno dei procedimenti giudiziari minorili. L’approccio integrato, tra esigenze normative e fenomeni psicologici, se da un lato suggerisce una riorganizzazione delle funzioni di allevamento, accudimento e cura ma anche opportunità, dall’altro consente una riformulazione di parti della propria identità personale e genitoriale. In particolare viene descritto cosa accade quando&nbsp; l’intervento dell’Autorità Giudiziaria, unitamente a quello dei servizi sociali e socio sanitari,assume la funzione di sostegno e risoluzione della crisi anziché quella esclusiva di giudizio e controllo. Attraverso la lettura delle linee guida attualmente vigenti in materia di percorsi psicologici per il rafforzamento della genitorialità critica, saranno ripercorse le fasi salienti che caratterizzano il procedimento giudiziario come momento all’interno del quale fare emergere nei genitori nuove risonanze emotive e rinnovate consapevolezze foriere di processi di cambiamento.</p> <p><strong>PAROLE CHIAVE</strong>: Sofferenza psichica, competenze genitoriali, contesto giuridico, approccio integrato</p> 2019-11-18T11:13:08+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://phenomenajournal.marpedizioni.it/index.php/phenomena/article/view/63 Perspective review sul tema della violenza contro le donne 2019-11-27T14:10:14+00:00 Tilde Annunziato tilde.annunziato@gmail.com Rita Di Gennaro rdg@hotmail.it Yari Mirko Alfano dr.yarimirkoalfano@gmail.com Genoveffa Amore dottoressa.amoreg@gmail.com Alfonso Davide Di Sarno a.davidedisarno@gmail.com Concetta Vergati concetta.vergati@gmail.com <p>This perspective review focuses on the theme of violence against women and, in particular, on domestic violence in order to raise awareness of the issue and the transversality of the phenomenon and report the status of women victims of violence belonging to a neapolitan antiviolence Center, identifying the main risk factors / vulnerability. The embryonic study lays the foundations for a desirable research project, in collaboration with other anti-violence centers in the area, in order to identify the possible forms of primary and secondary prevention specific to the context.</p> <p><strong>Keywords</strong>: domestic violence, DV, antiviolence center.</p> <p><strong>Abstract in italiano</strong></p> <p><strong>&nbsp;</strong>La presente perspective review pone l’attenzione sul tema della violenza contro le donne e, in particolare, su quella domestica allo scopo di sensibilizzazione sul tema e sulla trasversalità del fenomeno e rendicontare lo stato delle donne vittime di violenza appartenenti a un centro antiviolenza del napoletano, individuandone i principali fattori di rischio/vulnerabilità. Lo studio embrionale pone le basi per un auspicabile progetto di ricerca, in collaborazione con altri centri antiviolenza presenti sul territorio, al fine di individuare le possibili forme di prevenzione primaria e secondaria specifiche del contesto.</p> <p><strong>Parole chiave:</strong> violenza domestica, VD, centro antiviolenza.</p> 2019-11-27T14:10:14+00:00 ##submission.copyrightStatement##