Dal "vuoto" al "vuoto fertile"

  • Letizia Cacciabaudo
  • Melina Carrubba
  • Sebastiana Cipponeri
  • Angela Ciulla
  • Paola Errera
  • Lijia Genovese
  • Elena Gigante
  • Milena Mazzara
  • Isabella Oddo
  • Salvatore Renda

Abstract

In the twentieth century, Existentialism brings about a radical change in the history of thought. According to such approach the most crucial issue is not the search for Truth, but rather what each individual wants to do with one’s own existence. With Husserl, Existentialism becomes Phenomenology, the theory of intentional perception according to which each organism, through perception, gives structure and meaning to the world. This perspective supports a dynamic way of being and makes space for the “I” and the “You”, thus knowledge becomes intersubjective. Constructivism is consistent with existentialism as it introduces the concept of narrative truth rather than absolute truth. Narrative truth emerges in a space that in the Gestalt tradition is called void, in this instance, fertile void. This void is where things happen, where they can develop. Thus, avoiding the void interrupts the continuous and natural process of existence. Considering void a hardly definable, subjective experience, the idea of the current research arises from the desire to identify a common phenomenology to the experience of the fertile void. In this study shall use the method of phenomenological analysis to describe such experience. The group shall meet to reflect upon the way inwhich the fertile void is experienced how the perception of self and of the environment changes, and upon the experience of contact when void is felt and sensed. shall be organized systematically in order to build a methodological tool for a common conceptualization of theexperience of the “fertile void”.

Keywords: emptiness, fertile emptiness, phenomena, process

Abstract in italiano

Nell’ottocento un cambiamento radicale nella storia del pensiero avviene con l’esistenzialismo. Secondo tale teoria il problema più importante non è la ricerca della verità ma cosa ognuno vuole fare della propria esistenza. Con Husserl, l’esistenzialismo diventa fenomenologia, la teoria della percezione intenzionale in cui l’organismo percependo dà struttura e senso al mondo. Questa visione supporta un modo d’essere dinamico in cui c’è spazio per l’Io-Tu, pertanto la conoscenza diventa intersoggettiva. Anche il costruttivismo introduce il concetto di verità narrativa e non di verità assoluta. La verità narrativa emerge in uno spazio che nella tradizione gestaltica si chiama vuoto, nello specifico vuoto fertile, quel vuoto dove avvengono le cose, dove si possono sviluppare. Per Perls il vuoto è “un ponte tra l’evitamento e il contatto”; evitare il vuoto è quindi interrompere il continuo e naturale processo dell’esistenza. Essendo il vuoto un’esperienza soggettiva di difficile definizione, l’idea della ricerca nasce dal desiderio di individuare una fenomenologia comune all’esperienza del vuoto fertile. Questo studio si propone di utilizzare il metodo di analisi fenomenologica per descrivere tale esperienza. Il gruppo di lavoro si confronterà sul modo in cui viene esperito il vuoto fertile nel setting terapeutico e come si modificano la percezione di se stessi, dell’ambiente e l’esperienza di contatto, quando si esperisce il vuoto. Si procederà ad una sistematizzazione degli elementi comuni rilevati dalla descrizione dell’esperienza del vuoto e alla costruzione di uno strumento metodologico per una concettualizzazione comune dell’esperienza di “vuoto fertile”.

Parole chiave: vuoto, vuoto fertile, fenomenologia, processo

Riferimenti bibliografici

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Pubblicato
2019-11-13
Come citare
Cacciabaudo, L., Carrubba, M., Cipponeri, S., Ciulla, A., Errera, P., Genovese, L., Gigante, E., Mazzara, M., Oddo, I., & Renda, S. (2019). Dal "vuoto" al "vuoto fertile". Phenomena Journal - Giornale Internazionale Di Psicopatologia, Neuroscienze E Psicoterapia, 1(2), 55 - 61. https://doi.org/10.32069/pj.2019.2.60
Sezione
Ipotesi e metodi di studio