Ultimo fascicolo

V. 3 N. 1 (2021): Gennaio - Giugno 2021

Phenomena Journal è un giornale semestrale redatto in double-blind peer-review (revisione in doppio cieco alla pari) rivolto ad esperti nei settori della Psicopatologia, delle Neuroscienze e della Psicoterapia. Il giornale ha l’obiettivo di pubblicare articoli, revisioni, ipotesi metodologiche di studio, articoli di opinione, prodotti da nomi del panorama nazionale ed internazionale dei settori di interesse della rivista. In aggiunta il giornale ambisce a diffondere la cultura scientifica nei settori non esclusivamente accademici come ad esempio ambiti clinici non specializzati in progetti di ricerca. Il giornale, gestito dal gruppo di ricerca Phenomena, edito da Marp Edizioni, offre supporto editoriale attraverso una modalità disponibile e flessibile per tutti coloro che vogliono avvicinarci al mondo della Ricerca Scientifica. Gli articoli sono disponibili al sito www.phenomenajournal.it e  sono coperti da licenza Open Access. 

Editoriale

PhD Valeria Cioffi

COVID-19: l’impatto sulla salute mentale e le possibili evoluzioni psicodiagnostiche

Che le pandemie siano una minaccia per la salute mentale è altamente documentato in letteratura [1, 2]. Sia le ricerche effettuate per indagare l’impatto delle più recenti epidemie (SARS, MERS e l’influenza H1N1), che gli studi volti ad esplorare le conseguenze di altri tipi di catastrofi, hanno evidenziato diversi possibili sviluppi psicopatologici, collegabili alla massività e all’inaspettatività degli eventi stessi, al punto da mettere seriamente a rischio la salute e l’incolumità degli individui, minando poi anche la stabilità di intere comunità. Tali evidenze scientifiche sottolineavano che le ricadute della rapida diffusione epidemica andassero ben oltre la morbilità e la mortalità dei contagiati, impattando in modo pervasivo su diverse aree della vita quotidiana della popolazione generale, con inevitabili ricadute sulla salute mentale. A conferma dì ciò, due recenti review hanno riscontrato un effetto costantemente negativo della diffusione del coronavirus sulla salute mentale, con il 16-18% dei partecipanti che mostravano sintomi di ansia e depressione [3]. Altri studi hanno recentemente riscontrato un aumento generale del disagio psichico nei soggetti affetti già in precedenza da una patologia psichiatrica, negli operatori sanitari, così come anche nella popolazione generale [4, 5, 6]. È stata registrata una prevalenza sia di una sintomatologia ansioso-depressiva che di un vero e proprio disturbo post-traumatico da stress, con una variabilità oscillante dal 7% fino al 53% nei vari campioni oggetto d’indagine [6]. In particolare è stato evidenziato che le donne [7, 8], i giovani [9] e quelli con una scarsa qualità del sonno [7, 9] siano a maggior rischio di problemi di salute mentale [10].  A tal proposito vale la pena ricordare che in generale non esiste una scindibilità della salute mentale dalla salute fisica, ma piuttosto ci troviamo di fronte ad un unicum di reciprocità, questo partendo dal presupposto che “la mente sia immanente nei circuiti che sono interamente contenuti nel sistema: cervello più corpo; oppure, che la mente sia immanente nel più vasto sistema: uomo più ambiente” (Bateson, 1972, p. 306) [11]. Questa stretta interdipendenza tra salute mentale e fisica va più che mai attenzionata nel corso di eventi catastrofici, quale può essere appunto il caso di una pandemia, sia per l’incidenza che la prima ha ad esempio sulla risposta del sistema immunitario, nonché sul rischio di infezioni e malattie polmonari [12], sia perché essa incide sulla possibilità di attuazione di comportamenti resilienti dei pazienti e sulla compliance terapeutica [13]. È, dunque, comprensibile come l’elevata diffusione dei disturbi del sonno sia di per sé un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie mentali, in quanto patterns di sonno inadeguati possono generare una riduzione della risposta immunitaria al punto da poter aumentare la suscettibilità al virus [13, 14, 15]. La letteratura disponibile fornisce, inoltre, diversi dati sui possibili fattori di rischio per lo sviluppo di problematiche psicopatologiche a causa della pandemia da Covid-19, tra questi vi sono il risiedere in aree geografiche intensamente colpite dal virus, il versare in una condizione di isolamento, la persistenza di precarietà economica, il coinvolgimento in eventi luttuosi, la presenza di un preesistente ambiente familiare violento. Sono stati anche riconosciuti alcuni significativi fattori di resilienza, tra cui il possesso di efficaci strategie di coping o di adattamento creativo agli eventi, nonché la presenza di coesione sociale, di strutture di sostegno e sistemi di supporto [16].  Tuttavia, finora, quasi nessuno studio ha valutato se la salute mentale nella popolazione generale sia realmente cambiata confrontando il pre e il post-pandemia, ma soprattutto nessuna ricerca si è posta la domanda se questa catastrofe di dimensioni planetarie abbia indotto dei cambiamenti nell’espressione sintomatologica del disagio psichico da parte degli individui. Trattandosi del primo evento traumatico su scala mondiale nella storia più recente dell’umanità, andrebbe così considerato secondo i canoni della nosografia psichiatrica ufficiale, tuttavia il grado di pervasività delle sfere negativamente colpite (psicologico, economico e sociale), nonché la persistenza temporale, alimentano ulteriori riflessioni. Siamo di fronte alla popolazione di un intero globo, che per quanto eterogenea per aspetti geografici, economici e culturali, contemporaneamente si trova ad essere esposta in maniera estrema e persistente allo stesso trauma, che come un’immensa reazione del Golgi porta alla luce reti e connessioni sociali, appartenenti sì all’era moderna della globalizzazione e della rivoluzione digitale, ma probabilmente sin ora sommerse o rimaste in qualche modo celate. Al pari di Golgi, che alla fine dell’800 rimase sorpreso nel rilevare al microscopio gli squarci del tessuto cerebrale provocati dalle patologie, ci ritroviamo basiti di fronte all’emergere della fitta rete di storture e fragilità che la pandemia ha lasciato emergere in figura dallo sfondo. L’angoscia di morte aleggia silente tra le strade e si insinua nelle vite degli individui e di intere comunità, minando la percezione di stabilità e il senso di speranza. Questo inevitabilmente condurrà a nuove manifestazioni del disagio, che, oltre agli elementi di espressione soggettiva, porterà in sé e con sé i permessi e le ingiunzioni risultanti dall’assetto societario post-pandemico. Ecco perché si rende necessaria una nuova lente psicodiagnostica, che, partendo da un paradigma maggiormente centrato su di un approccio alla cognizione più incarnato e contestualizzato, sia in grado di accogliere e inquadrare le nuove complessità emergenti. Per tanto sarà fondamentale che gli studi futuri si occupino di indagare non solo l’impatto della pandemia sulla salute mentale pubblica e degli operatori sanitari, l’ampia gamma di conseguenze psicosociali dovute alla diffusione del COVID-19 e le eventuali ricadute sull’accesso al trattamento per i disturbi mentali, ma anche di ipotizzare un nuovo approccio alla psicodiagnosi, che tenga conto del fitto intreccio eziopatogenetico nonché delle nuove e svariate costruzioni di segni, sintomi e significati pandemia correlati.

Bibliografia

  1. Mak, I. W. C., Chu, C. M., Pan, P. C., Yiu, M. G. C., Ho, S. C., & Chan, V. L. (2010). Risk factors for chronic post-traumatic stress disorder (PTSD) in SARS survivors. General hospital psychiatry32(6), 590-598.

  2. Lu, Y. C., Chang, Y. Y., & Shu, B. C. (2009). Mental symptoms in different health professionals during the SARS attack: a follow-up study. Psychiatric Quarterly80(2), 107-116.

  3. Lu, Y. C., Chang, Y. Y., & Shu, B. C. (2009). Mental symptoms in different health professionals during the SARS attack: a follow-up study. Psychiatric Quarterly80(2), 107-116.

  4. Vindegaard, N., & Benros, M. E. (2020). COVID-19 pandemic and mental health consequences: Systematic review of the current evidence. Brain, behavior, and immunity89, 531-542.

  5. Carmassi, C., Cerveri, G., Bui, E., Gesi, C., & Dell’Osso, L. (2020). Defining effective strategies to prevent post-traumatic stress in healthcare emergency workers facing the COVID-19 pandemic in Italy. CNS spectrums, 1-2.

  6. Giallonardo, V., Sampogna, G., Del Vecchio, V., Luciano, M., Albert, U., Carmassi, C., ... & Fiorillo, A. (2020). The impact of quarantine and physical distancing following COVID-19 on mental health: study protocol of a multicentric Italian population trial. Frontiers in Psychiatry11.

  7. Xiong, J., Lipsitz, O., Nasri, F., Lui, L. M., Gill, H., Phan, L., ... & McIntyre, R. S. (2020). Impact of COVID-19 pandemic on mental health in the general population: A systematic review. Journal of affective disorders.

  8. Liu, N., Zhang, F., Wei, C., Jia, Y., Shang, Z., Sun, L., ... & Liu, W. (2020). Prevalence and predictors of PTSS during COVID-19 outbreak in China hardest-hit areas: Gender differences matter. Psychiatry research287, 112921.

  9. Wang, C., Pan, R., Wan, X., Tan, Y., Xu, L., Ho, C. S., & Ho, R. C. (2020). Immediate psychological responses and associated factors during the initial stage of the 2019 coronavirus disease (COVID-19) epidemic among the general population in China. International journal of environmental research and public health17(5), 1729.

  10. Huang, Y., & Zhao, N. (2021). Mental health burden for the public affected by the COVID-19 outbreak in China: Who will be the high-risk group?. Psychology, health & medicine26(1), 23-34.

  11. Bateson, G. (1972). Steps to an ecology of mind. New York, NY: Ballantine.

  12. Seminog, O. O., & Goldacre, M. J. (2013). Risk of pneumonia and pneumococcal disease in people with severe mental illness: English record linkage studies. Thorax68(2), 171-176.

  13. Sartorius, N. (2013), Comorbidity of mental and physical diseases: a main challenge for medicine of the 21st century. Shanghai Archives of Psychiatry; 25: 68–69.

  14. Mandelkorn, U., et al. (2021), Escalation of sleep disturbances amid the COVID-19 pandemic: a cross-sectional international study. Journal of Clinical Sleep Medicine, Vol. 17, No. 1 45-53. doi.org/10.5664/jcsm.8800

  15. Pérez-Carbonell, L., et al. (2020), Impact of the novel coronavirus (COVID-19) pandemic on sleep, Journal of Thoracic Disease, 2020;12(Suppl 2):S163-S175 | http://dx.doi.org/10.21037/jtdcus-2020-015

  16. Dell’Osso, L. (2020). Contagi. Edizioni ETS, Pisa

Pubblicato: 2021-06-08

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